TELLKUJIRA «tellKujira»

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AUTORE Tellkujira

TITOLO DEL DISCO

«Tellkujira» ETICHETTA Superpang
Rivelatosi come uno dei gruppi più interessanti ad emergere sul territorio nazionale, nello scorcio temporale della pandemia (la nascita risale all’autunno del 2020), il quartetto ha goduto di un buon risalto e di generalizzati apprezzamenti critici, grazie all’attività concertistica, e giunge ora al suo primo album. L’aspetto di maggiore originalità è senza dubbio quello legato alla composizione dell’organico, che integra due chitarre elettriche nella struttura di un quartetto d’archi. Ne consegue in qualche modo anche l’insieme delle scelte estetiche e compositive, che orientano la musica in direzione di un processo di de-costruzione e riproposizione di materiali multipli, attinti ad una certa tradizione art- o post-rock, alla pratica improvvisativa e a suggestioni contemporanee. Il gruppo si propone come collettivo, almeno quanto all’aspetto compositivo, dichiarandosi dedito ad una forma di «scrittura collettiva derivazione diretta di lunghe sedute di improvvisazione». Di certo, queste pratiche facilitano la coesione del gruppo e del flusso musicale, che si presenta estremamente omogeneo. Una curiosità riguarda il suo nome, che discende in qualche modo dalla parola giapponese, kujira, che indica la balena. La musica presenta una tessitura raggrumata, che nasce dal dipanarsi di un percorso progressivo di addensamento timbrico, tale da produrre spessori e strutture. Per questo stesso modo di procedere, le tonalità sono prevalentemente scure ed emergono come in un lento crescendo, che sorregge atmosfere sempre sature. L’andamento generale procede dunque grazie allo sviluppo crescente di tensioni drammatiche, che successivamente si stemperano in momenti di rilascio, ma la sensazione prevalente è quella che discende dalla prima fase di accumulo, tale da determinare passaggi di fortissima intensità, non tanto sotto il profilo dei volumi sonori (presenti nell’incisione, ma difficili da ricreare all’ascolto), ma di certo sotto quello dell’impatto emotivo. Ne discende un insieme fortemente suggestivo, molto fruibile in ragione di una sua naturale dimensione «ambientale», che giova allo stemperarsi delle densità accumulate. Musica di eccellente fattura e suggestione, meritevole della massima attenzione. Cerini recensione pubblicata sul numero di gennaio 2024 della rivista Musica Jazz

DISTRIBUTORE

superpang.org FORMAZIONE
Ambra Chiara Michelangeli (viola, elettr.), Francesco Guerri (cello), Francesco Diodati (chit. el., elettr.), Stefano Calderano (chit. el., elettr.). DATA REGISTRAZIONE Senza indicazione di luogo, dicembre 2021.
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