STEVE WILSON & LEWIS NASH «Live at Umbria Jazz»

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AUTORE Steve Wilson & Lewis Nash

TITOLO DEL DISCO

«Live at Umbria Jazz» ETICHETTA Red Records 
Qualche lettore di Musica Jazz probabilmente ricorda questo disco, perché venne allegato alla rivista nel giugno 2015. La Red Records ha pensato giustamente di recuperarlo al di fuori di quella temporanea presenza nelle edicole in quanto il duo, nei quattro concerti umbri (dei quali qui si ascolta il meglio), firmò eccezionali performances sul piano dell’intelligenza e su quello dialogico. Del resto, quella che si esibì a Umbria Jazz Winter non era una formazione occasionale ma nata e consolidata già da una dozzina d’anni, a tal punto che la conversazione dei due artisti americani procedette senza il minimo intoppo. E oltretutto possiamo ascoltarla con un’ottima qualità del suono. Una scelta intelligente è stata l’elaborazione della «scaletta», nella quale sono entrati brani molto conosciuti dagli appassionati; ciò ha consentito a Steve Wilson e a Lewis Nash di improvvisare su binari familiari e a noi ascoltatori di goderci il loro lavoro con piena consapevolezza. Il che si avverte in modo macroscopico in Freedom Jazz Dance di Eddie Harris, qui eseguita da Nash: chi ha presente il tema non fatica a riconoscerlo, anche se a interpretarlo è la sola batteria. Del resto, Nash è un jazzista che sa cogliere del suo strumento le possibilità melodiche (degno discendente, in questo, di Max Roach). Al fianco di Wilson il suo drumming è per lo più leggero, in punta di bacchetta, valorizzando così i sottintesi e le frasi aeree del compagno: basti ascoltare co[1]me per la prima parte in Equinox di Coltrane il duo riesce a creare un clima assorto, quasi misterioso, mantenendo la forza del blues originale. Anche per Wilson c’è uno spazio in completa solitudine, sul meraviglioso Chelsea Bridge di Billy Strayhorn, affrontato con una specie di «parkerismo interiore». Finale brillante con Caravan di Ellington, dove il soprano gioca con il Medio Oriente e la batteria sembra danzare il tip tap. La prova del nove della riuscita del disco sta nel fatto che non si avverte l’assenza di un contrabbasso: Lewis e Nash «legano» così tanto fra loro da non averne bisogno. Piacentino recensione pubblicata sul numero di gennaio 2024 della rivista Musica Jazz

DISTRIBUTORE

IRD FORMAZIONE
Steve Wilson (alto, sopr.), Lewis Nash (batt.). DATA REGISTRAZIONE Orvieto, Museo Emilio Greco, 30-12-13 e 1-1-14.
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