SONIC LIBERATION FRONT / OLIVER LAKE «Justice»

- Advertisement -
Push Bar Conad
AUTORE Sonic Liberation Front / Oliver Lake

TITOLO DEL DISCO

«Justice» ETICHETTA High Two
Arrivato a una venerabile età (che lo scorso settembre ha toccato gli ottant’anni) Oliver Lake si è reso conto negli ultimi tempi di non avere più il pieno controllo del sassofono. Anche a seguito di questa limitazione, però, la sua tempra di ricercatore incallito non è venuta meno e il risultato lo si trova in «Justice», dove per la prima volta il veterano artista si cimenta estesamente, da compositore, con la voce umana. Del progetto ha affidato la messa in opera al Sonic Liberation Front, il gruppo capitanato da Kevin Diehl con il quale Lake aveva già collaborato per il disco «Bombogenic»; ma a questo gruppo si è aggiunto un quartetto vocale anch’esso di Filadelfia, chiamato a lavorare solamente in sezione. Disponendo di una formazione come SLF, capace di amalgamare molteplici linguaggi, Lake deve avere percepito che non aveva senso rivolgere le partiture di canto verso una sola direzione, e che comunque l’occasione poteva essere una bella botta di grande creatività e divertimento. Nel groovy pezzo d’apertura, centrato su basso e batteria, il quartetto vocale si muove come una sezione di fiati jazz. Invece, con il pezzo successivo, nel quale Oliver Lake recita una propria poesia sull’importanza dell’amore (un’altra sua poesia chiuderà poi l’album), il sottofondo vocale rimanda piuttosto al morbido tessuto di un quartetto d’archi. Nel brano che dà il titolo al disco, davanti al trafficato lavoro ancora una volta di basso e batteria, l’impasto voci-fiati ottiene un sound quasi ellingtoniano, mentre in Dedicated si sfiora il pop. La sezione delle voci, pensata e arrangiata magnificamente da Lake, rispecchia di volta in volta l’identità di ciascun brano. Il SLF fa il resto con piglio e convinzione. Si è già detto che il tandem Diehl-Engle è la colonna portante del gruppo, ma si apprezzano molto anche la stralunata Jurkiewicz, la volatile Gordon e la sfrenata libertà di Levin. Piacentino pubblicata sul numero di dicembre 2022 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

hightwo.com FORMAZIONE
Oliver Lake (comp., arr., voc.), Jameka Gordon (fl.), Elliot Levin (ten.), Veronika Jurkiewicz (viol.), Matt Engle (cb.), Kevin Diehl (batt., perc.), Sonic Liberation Singers: Shanon Chua, Chaela Harris, Ravi Seenarine, Michael Ford (voc.). DATA REGISTRAZIONE
Loc. scon., prob. luglio 2020.
- Advertisement -
Push Bar Conad

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

FS: in viaggio, di Paolo Fresu e Giovanni Sollima

Il concerto di Paolo Fresu e Giovanni Sollima si terrà il 5 maggio a Milano per la nuova stagione della Società del Quartetto di Milano

Time in Jazz, dal 19 al 21 giugno e dall’8 al 16 agosto

Il programma della trentanovesima edizione di Time in Jazz

Marc Ribot infiamma il Torino Jazz Festival con una versione aggiornata di Hurry Red Telephone

Il programma del Torino Jazz Festival 2026 – ribattezzato The Sound of Surprise – presentava quest’anno un focus particolare dedicato alla chitarra, grazie alla...