SOFT MACHINE «Høvikodden 1971»

- Advertisement -

AUTORE

Soft Machine

TITOLO DEL DISCO

«Høvikodden 1971»

ETICHETTA

Cuneiform

______________________________________________________________

Si collocano a uno snodo-chiave della storia del leggendario gruppo nato nel 1966 a Canterbury queste incisioni (peraltro già parzialmente edite – la seduta del 28 febbraio – su Reel nel 2009 in «Live At Henie Onstad Art Centre 1971»), per l’esattezza al guado fra il quarto e il quinto album. Ricordiamo qualche data: «Fourth» viene inciso con questo organico (più ospiti) nell’autunno 1970 (ed esce praticamente in simultanea col doppio concerto norvegese qui documentato); nell’agosto 1971 Robert Wyatt lascia il quartetto, di cui non condivide la linea estetica intrapresa (troppo incline a jazz, a quanto pare), per formare Matching Mole (pronuncia francese molto simile a Machine Molle, cioè, di fatto, Soft Machine in inglese, a rivendicare la propria progenitura sul progetto); a cavallo tra la fine del 1971 e l’inizio del 1972 viene inciso «Fifth», in cui la svolta new jazz è palpabile, e dove alla batteria, con gli altri tre confermati (ma Elton Dean uscirà prima di «Six», sostituito da Karl Jenkins), siedono alternativamente Phil Howard e John Marshall, che sarà il batterista del gruppo fino al 1978 (e poi in svariate reunions più recenti). Esposti i fatti – e, diremmo, appurato che questa è stata la formazione della Macchina Molle (o Soffice) per eccellenza – diciamo che la musica contenuta in queste tre ore di musica (4 cd o 4 lp) è di livello eccelso, rendendo l’opera assolutamente imperdibile, da parte di patiti (che sappiamo essere numerosi) e non. Ogni cd/ lp contiene un set, i due primi leggermente più brevi, i due secondi un po’ più ampi, peraltro con scalette identiche: Facelift, Virtually, Slightly All the Time e Fletcher’s Blemish nel primo caso, Neo-Caliban (intro compresa), Grides, Out-Bloody-Rageous, Vocal Improvisation, Eamonn Andrews, All White, Kings and Queens, Teeth e Pigling Bland nel secondo. Nelle pieghe di queste successioni di gioielli incontriamo improvvisazioni mozzafiato, sezioni di spericolata ricerca, e tutto quello che, di bello, potete immaginare possa arrivare da un gruppo – come detto – leggendario (e se non lo è questo…) colto al suo zenith.
Alberto Bazzurro

DISTRIBUTORE

Goodfellas

FORMAZIONE

Elton Dean (alto, saxello, p. el.), Mike Ratledge (org., tast.), Hugh Hopper (b. el.), Robert Wyatt (batt., voc.).

DATA REGISTRAZIONE

Høvikodden, 27 e 28-2-71.

- Advertisement -

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

Cécile McLorin Salvant – Roma Jazz Festival – 23.11.2025

Siamo personalmente convinti che «Oh Snap», l’album che Cécile McLorin Salvant ha pubblicato per Nonesuch lo scorso mese di settembre, sia non soltanto uno dei...

Vitamine Jazz Festival: Torino, 6 dicembre

Quarta edizione del festival, organizzato e promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna onlus, che si terrà al teatro Juvarra di Torino.

Omaggio a Charlie Parker: Roma, 14 dicembre

Sarà l'auditorium della Conciliazione di Roma ad ospitare la rievocazione del celebre concerto tenuto da Charlie Parker nel 1953 alla Massey Hall di Toronto.