Pierrejean Gaucher «Zappe Satie»

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AUTORE

Pierrejean Gaucher

TITOLO DEL DISCO

«Zappe Satie»

ETICHETTA

Musiclip


E se Erik Satie fosse il padre spirituale di Frank Zappa? In realtà, il baffuto folletto di Baltimora aveva sempre dichiarato il proprio debito per autori quali Stravinskij e Ravel, Varese e Boulez. Eppure l’ipotesi del rapporto di filiazione in senso lato con il genio normanno – anche se appare bizzarra quanto basta – a ben vedere non è del tutto campata per aria. E formularla è Pierrejean Gaucher, secondo il quale dalle intuizioni di Satie discende buona parte della musica del ventesimo secolo. D’altra parte il chitarrista e compositore francese vanta una lunga e proficua frequentazione con il repertorio dell’artista americano (e anche col suo spirito iconoclasta), come testimonia pure «Zappe Zappa», un album uscito nel 1998. E oggi, a poco meno di un quarto di secolo da quell’impresa, il nostro ritorna sul luogo del delitto. «Zappe Satie» è un patchwork degno del John Zorn di «Naked City» (si ascolti il folgorante incipit del cd, i 25 secondi di Vaine Agitation). Un album che fa zapping (appunto) tra citazioni sottotraccia delle Mothers of Inventions (Le binocle et le moustachu), riprese in chiave prog-rock di Satie (Service coupé è un frammento tratto da Sport et divertissement ed eseguito in stile King Crimson) e cover pressoché filologiche dell’autore di Gymnopédies. Per ottenere l’effetto desiderato, il leader – che apprezza sia le sonorità ipnotiche pree pinkfloydiane di David Gilmour sia la prima Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin, e si sente – mette insieme un quartetto a base jazz-rock con chitarra e piano elettrici, su cui si innestano poi ance e ottoni decisamente zappiani. E il tutto non solo funziona bene, grazie alla complicità di un manipolo di giovani quanto eclettici talenti del jazz transalpino, ma spesso sorprende e diverte. Valgano come esempio i cinque minuti e passa di Satie’s Blues, il cui sottotitolo-calembour è I Can’t Get No Satie’s faction. Una brillante e intelligente operazione di surrealismo sonoro.
Franchi

Pubblicata sul numero di dicembre 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

pierrejeangaucher.com

FORMAZIONE

Quentin Ghomari (tr.), Robinson Khoury (trne.), Julien Soro (sass. cl.), Paul Vergier (sax), Thibault Gomez (p. el.), Pierrejean Gaucher (chit.), Alexandre Perrot (cb.), Ariel Tessier (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Parigi, febbraio 2020.