Omar Sosa & Marialy Pacheco «Manos»

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AUTORE Omar Sosa & Marialy Pacheco

TITOLO DEL DISCO

«Manos» ETICHETTA Skip
Duetti/duelli di pianoforte: c’è chi li ama e chi li detesta. E la querelle si riapre dopo l’uscita di «Manos», passo a due live di Omar Sosa e di Marialy Pacheco. Eh sì, perché se si escludono le leggendarie sorelle Katia e Marielle Labèque in ambito classico e pochi altri casi nella storia del jazz, gli incontri tra i big della tastiera risultano spesso più interessanti sulla carta che riusciti. Il motivo è presto detto: sul dialogo e sull’ascolto reciproco, di solito tendono a prevalere il narcisismo e il virtuosismo. Certo, non mancano le eccezioni anche nella musica improvvisata: basti pensare a maestri quali Hank Jones e Tommy Flanagan e al loro «Our Delights», l’album pubblicato dalla Galaxy nel 1978, lezione di stile e di swing. Mentre un grande che ci ha lasciati l’anno scorso, Chick Corea, ha alternato prove convincenti («Orvieto», disco ECM del 2011 con Stefano Bollani) ad altre che hanno suscitato legittime critiche per l’eccesso di spettacolarizzazione e di tecnicismi («An Evening With Herbie Hancock & Chick Corea: In Concert», Columbia, 1978). È da promuovere, invece, questo duetto tra Sosa e Pacheco, cubani entrambi anche se diversi per storia e per anagrafe (57 anni lui, 39 lei). L’incontro in concerto a Bonn nasce dall’invito che la pianista aveva fatto al più anziano collega chiedendogli di unirsi a lei per un brano dell’album «Duets» (NeUklang, 2017). Ed è proprio da quel pezzo, El Bola – una composizione di Sosa il quale, oltre al pianoforte acustico, suona anche lo strumento elettrico e usa la voce e l’elettronica in alcuni passaggi – che prende l’avvio il set. Un’ora e un quarto di musica dove lo stile orchestrale di lei incontra quello più zigzagante, rapsodico e allusivo di lui. E dove improvvisazione e swing viaggiano di pari passo con i rimandi espliciti alle comuni radici afro-cubane dei musicisti. Sosa e Pacheco si dividono equamente la paternità dei temi in scaletta. E questo sino al gran finale di El Manisero, super classico dell’habanero Moisés Simons: un pezzo ampiamente saccheggiato dai jazzisti, ribattezzato in inglese The Peanut Vendor e qui restituito in modo essenziale e privo di ogni folclore. Franchi Pubblicata sul numero di agosto 2022 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

IRD FORMAZIONE
Omar Sosa (p., p. el., voc.), Marialy Pacheco (p.) DATA REGISTRAZIONE
Bonn, aprile 2019.
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