Norah Jones «…‘Til We Meet Again»

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AUTORE

Norah Jones

TITOLO DEL DISCO

«…‘Til We Meet Again»

ETICHETTA

Verve


Vent’anni dopo o quasi… Risale al 2002 l’esordio di Norah Jones, figlia del genio della musica indiana Ravi Shankar e della cantante soul Sue Jones. «Come Away With Me», debutto dell’allora giovane vocalist, fa il botto, diventa un caso discografico planetario e un blockbuster per casa Blue Note, conquistando Grammy a pioggia. Da allora la cantante e pianista ha venduto oltre cinquanta milioni di copie di dischi. Sul crinale tra pop sofisticato e country, blues e gospel, jazz confidenziale e cantautorato, la Jones aveva pubblicato l’anno scorso «Pick Me Up Off The Floor», ottavo lavoro in studio. Più o meno nello stesso periodo era arrivato «Sister», terzo cd delle Pussn Boots, trio di alternative country da lei formato con le amiche Catherine Popper e Sasha Dobson. «…’Til We Meet Again» la fotografa invece in un’inedita versione live: quattordici brani eseguiti in varie città americane ed europee tra la primavera del 2017 e l’inverno del 2019, prima che scoppiasse la pandemia. In realtà, bisognerebbe cominciare l’ascolto del disco dalla fine. Black Hole Sun è l’ultima canzone in scaletta e risale al 23 maggio di quattro anni fa. Registrata al Fox Theatre di Detroit, è una cover per piano e voce del pezzo di Chris Cornell, doloroso omaggio al leader dei Soundgarden che, in quella stessa sala, aveva suonato solo sei giorni prima togliendosi la vita una volta tornato in albergo. Il resto dell’album è al medesimo, eccellente livello. La Jones, in grande spolvero, sfoggia un timbro vocale morbido, caldo e speziato. La band che l’accompagna è super, con una nota di merito per Brian Blade e per il chitarrista e cantautore Jesse Harris, apprezzato anche da John Zorn oltre che storico complice di Norah. E il risultato è un Greatest Hits con versioni rivedute e corrette dei cavalli di battaglia dell’artista che non fanno rimpiangere gli originali, anzi a volte li superano. Accade con l’iconica Don’t Know Why, dal disco di esordio, qui riproposta in chiave più bluesy, come pure con Sunrise, dal secondo lavoro «Feels Like A Home». Ma c’è spazio anche per cose più recenti (Tragedy da «Day Breaks» del 2016 e la più ardita Just A Little Bit, dall’extended play del 2019 «Begin Again»). Insomma, per la Jones – che ha superato gli «anta» – maturità anagrafica ed evoluzione artistica coincidono. Ed è una sensazione confortante, che fa di lei una tra le voci più intense del nostro tempo.
Franchi

Pubblicata sul numero di maggio 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

Universal

FORMAZIONE

Norah Jones (p., voc.), Jorge Continentino (fl.), Pete Remm (org.), Jesse Harris (chit.), Christopher Thomas, Jesse Murphy (cb.), Brian Blade (batt.), Marcelo Costa (perc.)

DATA REGISTRAZIONE

Boston e New York, autunno 2020.