AUTORE
MAT
E ora arriva il poker. Con «In Front of» i MAT – alias Allulli, Diodati e Baron – danno alle stampe il quarto capitolo discografico della loro spregiudicata avventura. Se nel caso di questo trio (nato nel 2007, programmaticamente paritetico e a trazione multipla) viene usata la parola «avventura», lo si fa a ragion veduta. Il format cui s’ispira è quello, indimenticabile e irripetibile, del gruppo triangolare fondato dal compianto master drummer Paul Motian con Joe Lovano e con Bill Frisell. Una formazione senza contrabbasso e senza pianoforte, dove il gioco libero e volatile tra batteria, sassofoni e chitarra elettrica disegnava orizzonti sonori tanto inediti quanto imprevedibili negli esiti. In comune tra le due band c’è poi l’alternarsi tra momenti free e addirittura noise e di passaggi distesi, con fascinose e astratte aperture melodiche. Capita, per esempio, in Ornette: un tema composto dal sassofonista e dedicato evidentemente a Coleman, che ha la delicatezza e la poesia pudica di certe pagine del Maestro. Altrove, invece, a emergere è il furore improvvisativo del trio (Impro River), forte di un’intesa telepatica e mai scontata. Fatto sta che l’energia non manca mai. Anche perché i tre hanno scelto di registrare una sorta di live in studio: un modo efficace per catturare e poi restituire a chi ascolta da casa l’estrema tensione e la potenza tellurica delle loro esibizioni dal vivo. In ogni caso, più dei singoli brani è il flusso sonoro complessivo che conta. E che rende i MAT una delle realtà più interessanti e inclassificabili della scena italiana. Franchi Pubblicata sul numero di ottobre 2021 di Musica Jazz
TITOLO DEL DISCO
«In Front Of» ETICHETTA Tuk MusicE ora arriva il poker. Con «In Front of» i MAT – alias Allulli, Diodati e Baron – danno alle stampe il quarto capitolo discografico della loro spregiudicata avventura. Se nel caso di questo trio (nato nel 2007, programmaticamente paritetico e a trazione multipla) viene usata la parola «avventura», lo si fa a ragion veduta. Il format cui s’ispira è quello, indimenticabile e irripetibile, del gruppo triangolare fondato dal compianto master drummer Paul Motian con Joe Lovano e con Bill Frisell. Una formazione senza contrabbasso e senza pianoforte, dove il gioco libero e volatile tra batteria, sassofoni e chitarra elettrica disegnava orizzonti sonori tanto inediti quanto imprevedibili negli esiti. In comune tra le due band c’è poi l’alternarsi tra momenti free e addirittura noise e di passaggi distesi, con fascinose e astratte aperture melodiche. Capita, per esempio, in Ornette: un tema composto dal sassofonista e dedicato evidentemente a Coleman, che ha la delicatezza e la poesia pudica di certe pagine del Maestro. Altrove, invece, a emergere è il furore improvvisativo del trio (Impro River), forte di un’intesa telepatica e mai scontata. Fatto sta che l’energia non manca mai. Anche perché i tre hanno scelto di registrare una sorta di live in studio: un modo efficace per catturare e poi restituire a chi ascolta da casa l’estrema tensione e la potenza tellurica delle loro esibizioni dal vivo. In ogni caso, più dei singoli brani è il flusso sonoro complessivo che conta. E che rende i MAT una delle realtà più interessanti e inclassificabili della scena italiana. Franchi Pubblicata sul numero di ottobre 2021 di Musica Jazz
DISTRIBUTORE
Ducale FORMAZIONE
Marcello Allulli (sax), Francesco Diodati (chit.), Ermanno Baron (batt.).
DATA REGISTRAZIONE
Arezzo, 20 e 21-11-2020.
