JULIAN LAGE «The Layers»

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AUTORE

Julian Lage

TITOLO DEL DISCO

«The Layers»

ETICHETTA

Blue Note


Nel recensire il precedente «View With A Room» (2022), rispetto al quale il disco in commento rappresenterebbe, secondo taluni, una sorta di prequel, avevamo sottolineato come la carriera del giovane chitarrista fosse entrata in una fase di (legittimo) consolidamento. Proprio quest’album, che in ragione forse della sua estrema brevità ha patito una certa sottovalutazione critica, ci sembra dimostrare come la ricerca di stabilità non debba essere intesa come un inaridimento della parabola artistica. Il chitarrista, infatti, archiviati definitivamente gli stereotipi dell’enfant prodige e del guitar hero si sta dimostrando un musicista capace di trarre profitto da ogni influenza e incontro (Frisell, naturalmente, ma anche Zorn e New Masada Quartet, Lloyd, Halvorson e Miles Okazaki) sviluppando una certa inquietudine che lo porta, soprattutto dal vivo, verso una cifra autoriale più frenetica di qualche tempo fa, pur mantenendo tutte le caratteristiche espressive che sinora lo hanno caratterizzato. E tali inquietudini prendono corpo anche in quest’album, in particolare, in un fitto reticolo di tessiture e stratificazioni (si ascoltino soprattutto Missing Voices e This World). Dunque si sarebbe ingenerosi nel considerarlo un mero «completamento» (o peggio un disco di scarti), mentre si può senz’altro accedere all’idea dell’opera che contiene delle visioni anticipatorie. Certo è che Lage si sta dimostrando capace ancora di tanti e tali progressi da rendere persino banale un vaticinio sul ruolo di protagonista e riferimento asso[1]luto che gli sarà sicuramente riservato nel prossimo futuro. Per questo attendiamo con curiosità l’uscita del nuovo disco in sestetto, annunciato per la prossima primavera, con la produzione di Joe Henry.
Cerini

pubblicata sul numero di agosto 2023 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

Universal

FORMAZIONE

Julian Lage, Bill Frisell (chit.), Jorge Roeder (cb.), Dave King (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Brooklyn, data scon.