Jon Batiste «We Are»

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AUTORE

Jon Batiste

TITOLO DEL DISCO

«We Are»

ETICHETTA

Verve


«We Are» di Jon Batiste è «il» disco di musica nera simbolo di questo secondo decennio degli anni Duemila. Un po’ come per i tre decenni precedenti lo erano stati «Black Messiah» di D’Angelo (2014), «The Way I See It» di Raphael Saadiq (2008) e «The Miseducation of Lauryn Hill» di Lauryn Hill (1998). Un album strepitoso non tanto e non solo per gli esisti estetici, ma anche e soprattutto per lo spirito da cui è ispirato e per la visione «panteistica» della Black Music tra passato e presente, con una proiezione utopica verso il futuro. Al suo ottavo progetto in studio da leader (contando anche i lavori condivisi con altri compagni d’avventura: per esempio «The Process» che, oltre alla sua firma, portava quella del batterista degli Snakeoil di Tim Berne, Chad Smith, e di Bill Laswell), il cantante, compositore, pianista, multistrumentista e attivista di New Orleans, erede di una delle più leggendarie dinastie musicali della Crescent City, pensa in grande. E, archiviato il successo, il Golden Globe e l’Oscar per la miglior colonna sonora originale ottenuti con Soul, il film d’animazione targato Pixar, ci regala un lavoro che in soli 38 minuti – la durata classica di un vecchio lp – contiene un’impressionante quantità e qualità di idee. Registrato tra New York, Los Angeles e New Orleans, «We Are» possiede il respiro epico e la potenza di un progetto collettivo afro-americano. È una fascinosa lanterna magica dove lo hip-hop incontra il jazz (l’attacco di Freedom, per esempio, è un omaggio-citazione a Herbie Hancock e alla sua Cantaloupe Island). Un catalogo sonico in cui il gospel si sposa con il R&B, mentre il soul di Stevie Wonder e di Marvin Gaye (evocato nel canto in falsetto di Batiste) trascolora nelle atmosfere da Mardi Gras e da marching bands. Senza contare i contributi degli ospiti messi in campo nei tredici brani in scaletta: ci sono la grande Mavis Staples, il Gospel Soul Children Choir, Trombone Shorty, la Hot 8 Brass Band e anche la scrittrice afro-britannica Zadie Smith. Note di copertina firmate Quincy Jones. «We Are», ha spiegato il leader, «è un messaggio di amore per l’umanità e di umile rispetto per il nostro passato e per il nostro futuro di speranza. L’arte ti rivela così il suo messaggio: devi solo aspettare che lo Spirito ti dica ciò che vuole». Dopo il già notevole «Hollywood Africans» (uscito nel 2018 e co-prodotto da T-Bone Burnett) Jon Batiste ci regala oggi una straordinaria esperienza musicale, una miscela esaltante di gioia e libertà, di meditazione spirituale e di sensualità. E anche una lettera d’amore alle radici del Sud degli States e all’eredità della Great Black Music.
Franchi

Pubblicata sul numero di giugno 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

Universal

FORMAZIONE

Jon Batiste (alto, p., p. el., org., clavinet, mellotron, moog, chit., batt., perc., voc.), più altri.

DATA REGISTRAZIONE

New Orleans, Los Angeles, New York, 2020.