Jim Snidero «Live At The Deer Head Inn»

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AUTORE Jim Snidero

TITOLO DEL DISCO

«Live At The Deer Head Inn» ETICHETTA Savant
Due sono i motivi per ascoltare questo disco. Il primo: è tra i rari album dal vivo realizzati in piena pandemia con le persone presenti in sala e per di più in uno storico club dove, tra gli altri, ha registrato un live anche Keith Jarrett. Il secondo: ci dà l’opportunità di apprezzare Snidero alla testa di un quartetto in cui spicca Orrin Evans, pianista notevole e ormai in libera uscita dai Bad Plus. Allievo di Phil Woods, oltre che docente di valore, lo specialista di sax alto della Bay Area è più noto come sideman (nella Mingus Big Band, con le orchestre di Toshiko Akiyoshi e di Maria Schneider, nel gruppo di Eddie Palmieri) che in veste di leader. E questo nonostante, dalla metà degli anni Ottanta in poi, abbia pubblicato una ventina abbondante di lavori a proprio nome di livello più che discreto. Influenzato dal lessico bop e da John Coltrane (riletto attraverso il filtro di Dave Liebman, con cui ha studiato), qui il contraltista fa emergere il volto più accessibile e solare della propria poetica. Si comincia con la parkeriana Now’s the Time – omaggio a Bird e anche alla propria sorella Kim, seduta tra il pubblico – che però il gruppo esegue col freno a mano ritmico tirato. Ma, a poco a poco, la band si scalda e così la musica prende quota: funzionano egregiamente le ballad Ol’ Man River (omaggio a Frank Sinatra, con il quale il sassofonista ha collaborato a inizio anni Novanta) e Idle Moments, mentre sui tempi medi di Bye Bye Blackbird e di Who Can I Turn To Evans accompagna con gusto e swing e ha guizzi solistici imprevedibili. Il risultato? Un ottimo esempio di mainstream jazz. Franchi Pubblicata sul numero di luglio 2021 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

IRD FORMAZIONE
Jim Snidero (alto), Orrin Evans (p.), Peter Washington (cb.), Joe Farnsworth (batt.). DATA REGISTRAZIONE
Delaware Water Gap, 31-10 e 10-11-20.
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