Jerry Bergonzi «Nearly Blue»

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AUTORE

Jerry Bergonzi

TITOLO DEL DISCO

«Nearly Blue»

ETICHETTA

Savant


Un secco «uno, due»… A poco più di quattro anni di distanza da «Spotlight on Standards», Jerry Bergonzi colpisce ancora. Con «Nearly Blue» – stessa band con gli amici italiani Chicco e Michelutti a dargli man forte, medesima etichetta e pure stesso luogo di registrazione del precedente cd – il veterano tenorista di Boston fa il bis firmando il sequel di quel disco che fu molto ben accolto dalla critica. Non solo. Qui, tra un evergreen e l’altro, inserisce anche un tris di proprie composizioni, tra cui quella che dà il titolo all’album. Evidentemente il leader sente l’urgenza espressiva di rinverdire alla sua maniera la storica formula del trio sassofono, organo Hammond B-3 e batteria. Alle spalle una discografia imponente (come leader supera i quaranta titoli, senza contare le collaborazioni a cinque stelle con Dave Brubeck, George Gruntz e Daniel Humair, giusto per citarne alcune), Bergonzi non è certo un artista che ama riposarsi sugli allori e prende ogni prova come l’ennesima sfida. In questo nuovo lavoro, per esempio, parte subito di slancio. It Might As Well Be Spring, il classico di Rodgers e Hammerstein, viene eseguito su un tempo medio con gli ultimi due minuti tutti giocati su un pedale, cosa che permette al sassofonista di sfoggiare il suo eloquio fluido, fantasioso e mai prevedibile. Lo stesso accade nel caso della coltraniana Countdown, trampolino di lancio ideale per il suo caratteristico modo di improvvisare zigzagante e «a spirale». Non mancano, poi, i momenti lirici (We’ll Be Together Again di Carl Fischer e Frankie Laine è l’unica ballad del disco ma lascia il segno) e nel terzetto dei temi originali spunta persino una bossa nova sui generis (While You Were Out). Insomma, l’organ trio di Bergonzi è tutt’altro che un gruppo muscolare. Questo significa che ascoltare il tenorista in azione – oltre a essere un godimento per le orecchie – è un piacere per l’intelligenza. Anche perché oggi si contano sulla punta della dita di una mano i colleghi di strumento (David Murray, Chris Potter, Joe Lovano e pochi altri) capaci di improvvisare come lui.
Franchi

Pubblicata sul numero di luglio 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Jerry Bergonzi (ten.), Renato Chicco (org.), Andrea Michelutti (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Cavalicco, 22-3-19