Fratelli Lambretta «Live by the Seaside»

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AUTORE Fratelli Lambretta

TITOLO DEL DISCO

«Live by the Seaside» ETICHETTA Fratelli Lambretta, autoprodotto
Chi sono i Fratelli Lambretta? E’ d’obbligo questa domanda, perché il consistente sodalizio non si ammazza certo di visibilità in Internet. Fascino del mistero? Non sembra essere questo l’obiettivo del gruppo, che rifugge anche il mercato dell’industria musicale così come l’ortodossia vorrebbe (e questo, con franchezza, non è un male: tutt’altro). Sono dei giovani musicisti piemontesi, di base a Torino. Amano il jazz, ma anche lo ska. E, quindi, perché non mettere insieme le due musiche? Se l’accostamento, ai soliti talebani del settore, potrà sembrare ardito, la riuscita invece è di quelle che fanno saltare giù dalla sedia. Il groove è possente, trascinante, piacevolmente aggressivo e carico di ironia. Loro sono tutti dei musicisti con i controfiocchi e, palesemente, si divertono a stare insieme sul palco. Eseguono con gioiosa perfezione alchemica-musicale brani che appartengono alla tradizione italiana, come l’illuminatissimo O rugido do leao con il quale Piero Piccioni ha cesellato l’icona Alberto Sordi prima nel film Finché c’è guerra c’è speranza, per poi sottolineare la bellezza e il prestigio del programma Tv Storia di un italiano. Non si può dire se qui c’è un leader, perché la forza d’urto dell’ensemble è l’arma vincente. Lo ska si insinua dappertutto. Ma è anche vero il contrario: il jazz, il reggae, il rock, il pop, si insinuano nello ska. L’assolo torrenziale del tenore di Bergese in Skankin’ The Virus Away e quello del trombone di Borio in Vito Catozzo ci raccontano che questo ensemble sa declinare tutti gli idiomi musicali in modo impeccabile. Tant’è che lo ska diventa indiavolato in Crazy Potter fino a indossare abiti bebop che non avrebbero sfigurato al Minton’s Playhouse a metà degli anni Quaranta. Viene fuori il reggae puro con Maestro 33. Quindici brani avvincenti e spumeggianti, che toccano anche le balere d’antan, come in L’ufficio non chiude. Insomma, questi Fratelli sanno fare musica. Se è vero che pescano nel passato, però sanno come rinfrescare il tutto con una sostanziosa dose di brillante originalità. Alceste Ayroldi

DISTRIBUTORE

linktr.ee/FratelliLambrettaSkaJazz FORMAZIONE
Igor Vigna (tr.), Alberto Borio (trne) Simone Garino (alto), Daniele Bergese (ten.), Nicola Meloni (p., tast.), Diego Damiano (chit.), Alessandro Loi (b. el.), Paolo Inserra, Giulio Arfinengo (batt.). DATA REGISTRAZIONE
Loc. e data scon.
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