AUTORE
Franco D’Andrea Trio
TITOLO DEL DISCO
«Live»
ETICHETTA
Parco della Musica
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A poco più di un anno e in stretta consequenzialità con «Something Bluesy and More», il nuovo trio di D’Andrea pubblica un doppio album dal vivo: l’occasione è assai ghiotta, pure nel contesto della storica carriera che sappiamo, trattandosi, per il pianista, della prima registrazione in un club nel formato e del nuovo gruppo. Il concerto ha avuto luogo al Torrione, in due set, che, proprio in considerazione dell’importanza dell’evento, hanno presentato scalette diverse e un repertorio allargato. Pare che la registrazione non fosse stata predisposta dall’inizio per finalità di pubblicazione, ma che questo seguito vi sia stato è una fortuna, perché il disco è semplicemente perfetto, sia da un punto di vista artistico che sotto il profilo più squisitamente tecnico. L’opera rimette in gioco, come soltanto il pianista sa fare, un’intera prospettiva sulla storia del jazz e sul suo linguaggio. La scaletta è composta da brani che, se si eccettuano Norwegian Wood e Nine Bars, strutturano un vero e proprio percorso storico, di incredibile densità, ma senza alcun alone museale. È il fiume eracliteo che costituisce, da sempre, una sorta di «condizione dello spirito» per D’Andrea: il luogo ideale dove è impossibile bagnarsi due volte nella stessa acqua, la realtà in costante divenire. Il pianista manifesta la propria leadership come un principio organizzatore interno, attraversando il suono e trasformando ogni volta il materiale utilizzato, totalmente dominato, dando vita così a un processo ricompositivo che proprio nella dimensione dal vivo si esprime nella sua totalità. Il trio – basato su una certa diversità degli approcci, anche generazionali – diventa un campo aperto, una forma di continuo circolo conversativo. Evangelista vi opera creando plurimi punti di ancoraggio, sponde per il pianoforte, segmenti angolari che stabiliscono ogni volta un baricentro diverso; Gatto frantuma ogni idea più basilare di pulsazione, grazie a una mobilità continua che atomizza il beat e lo ricompone, fino a divenire una sorta di puro flusso di energia. Il pianoforte su tutto questo si staglia, in una prestazione semplicemente monumentale e unica. Inoltre, a questo aspetto puramente strumentale si aggiunge il lavoro incredibile di organizzazione dei materiali, che denota in D’Andrea una conoscenza enciclopedica, di vastità e profondità davvero rare. Se ripercorriamo la sua storia di pianista nel formato del trio, vi troviamo delle formazioni che per alcuni aspetti possiamo preferire a questa (esprimendo un giudizio del tutto personale e a questo limitato). Ma concordiamo del tutto con il punto di vista di D’Andrea, sulla «unicità di suono» del trio in questione. Anche per questo motivo, oltre che per quanto già detto, non possiamo non raccomandarvi senza riserve di sorta quest’opera magnifica.
Sandro Cerini
DISTRIBUTORE
Egea
FORMAZIONE
Franco D’Andrea (p.), Gabriele Evangelista (cb.), Roberto Gatto (batt.).
DATA REGISTRAZIONE
Ferrara, 21-12-24
