Dino Saluzzi «Albores»

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AUTORE

Dino Saluzzi

TITOLO DEL DISCO

«Albores»

ETICHETTA

Ecm


Che dire dell’ennesimo splendido album di Dino Saluzzi, ottantacinquenne figlio della provincia di Salta, nord-ovest argentino, salito agli onori della cronaca ormai prossimo ai
quaranta per la sua presenza nel primo dei mitici Capitoli di Gato Barbieri (il pezzo era Nunca
Mas), quando di mantici si faceva veramente una gran fatica a parlare, e poi faticosamente
(ma – verrebbe da dire – con crescendo rossiniano) affermatosi in proprio, da solo (come
qui) o in gruppi suoi o co-diretti (anche con Enrico Rava) fino a diventare un’autentica icona
nella musica che sposa improvvisazione e umori squisitamente legati alla sua terra (con gli anni sempre più marcati)? Che ce lo aspettavamo, certo, ma che questo non diminuisce di un’oncia il piacere che questo «Albores», una volta di più, sa procurarci.
Ne fanno parte nove brani tutti vergati Saluzzi, che non sappiamo dire quanto nati a tavolino
e quanto invece nel momento stesso in cui il musicista si è messo in grembo il «piccolo sarcofago». Resta il fatto che ognuno di essi ci apre uno scrigno prezioso e seducente, veramente magico, in quel suo attingere alle radici stesse del bandoneón, che com’è noto nacque (in Germania) come una sorta di piccolo organo, quindi con una componente liturgico-solenne (e spesso dolente) che quest’ora abbondante di musica ci consegna a piene mani. Col sortilegio che, ancora una volta, si avvera e ci lascia insieme estasiati e attoniti. Per quanto è e quanto sta invece dietro e attorno a questa musica allusiva e sensuale come poche. Que viva Dino, una volta di più.
Bazzurro

Pubblicata sul numero di gennaio 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Dino Saluzzi (bandoneón).

DATA REGISTRAZIONE

Buenos Aires, febbraio-ottobre 2019.