CÉCILE McLORIN SALVANT «Oh Snap»

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Musica Jazz Radio

AUTORE

Cécile McLorin Salvant 

TITOLO DEL DISCO

«Oh Snap»

ETICHETTA

Nonesuch

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La carriera di Cécile McLorin Salvant, che seppure ancora piuttosto giovane – trentasei anni – conta già ben otto dischi, a dimostrazione della precoce manifestazione di un talento del tutto fuori dal comune, è stata largamente inquadrata nella logica di una discendenza lineare dalle «Big Three». Ma Cécile, che pure mostra – in modo quasi soprannaturale – di poter riunire in sé i doni di quel triplice divino lignaggio, lo combatte anche, con ostinazione a volte gioiosa, talora appena un po’ scontrosa. La sua cifra, dunque, non è nella mimesi delle Tre Divine – Billie, Ella e Sara –, che pure, immaginiamo, potrebbe praticare a piacimento. E neppure nella semplice sintesi, che per un simile prodigioso talento potrebbe sembrare quasi riduttiva. Così, in «Oh Snap» l’unico pezzo decisamente swingante è l’ottimo Anything But Now e l’album, nel suo eclettismo quasi spiazzante, spicca per l’ostinata ricerca creativa, di una propria personale via, che – e soprattutto dal vivo – può unire parti e spunti apparentemente discordanti e inconciliabili, fatti di rhythm’n’blues e di blues in purezza, di un songwriting folkeggiante (Take This Stone) che può evolversi attraversando ballate (Expanse) e jazz, intrecciando Monk e Toni Morrison (What Does Blue Mean to You) e infine esplodere, con l’andamento del groove, verso la dance, l’elettronica e il pop (Oh Snap). In tutto questo, lo sfoggio di creatività e di energia presenta aspetti prodigiosi: è ben vero che la cantante, assecondando i propri stessi versi, possa scorrere come un fiume, per poi esplodere come un vulcano. Il gruppo, in tutto questo, la segue abbastanza docilmente, la sostiene accompagnandola con una pulsazione costante, offrendole le tessiture continue di un sartiame elettronico sul quale la mattatrice si issa, modulando le dinamiche e l’intensità, fino al punto di far esplodere la miscela altamente infiammabile: non è mai in discussione chi sia a dirigere le danze e tutti stanno al gioco, funzionalmente. Tutto questo avviene nella simultaneità, con facilità a volte irrisoria, se non anche irridente. Sta tutto insieme: il talento sovrumano e virtuoso, la creatività, la sfida, la sensibilità raffinata, che sa vestire di panni leggeri contenuti importanti. Forse ha avuto davvero ragione Jacqueline Bisset, ad affermare che «parlare dei doni del divino è indecente». 

Siamo personalmente convinti che questo album sia non soltanto uno dei migliori dischi del 2025 ma che rappresenti, almeno in termini di intelligenza creativa, una delle opere più importanti degli ultimi anni.

Sandro Cerini

DISTRIBUTORE

Warner

FORMAZIONE

Cécile McLorin Salvant (voc., sintetizzatori), Sullivan Fortner (sintetizzatori, p. el., tastiere, voc., p., organo), Kyle Poole (batt.), Yasushi Nakamura (cb., b. el). Aggiunti: June McDoom, Kate Davis (voc.), Evan Wright (chit., b. el.), Keita Ogawa, Weedie Braimah (perc.)

DATA REGISTRAZIONE

Brooklyn, novembre 2024

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