BOKANI DYER «Radio Sechaba»

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AUTORE Bokani Dyer

TITOLO DEL DISCO

«Radio Sechaba» ETICHETTA Brownswood
Il legame tra il jazz e il Sud Africa è antico, e oggi da quelle parti esiste una scena vivacissima tutta ancora da scoprire. Alcuni echi arrivano anche da noi in Occidente, con alcune punte di diamante che riescono a crearsi una riconoscibilità che travalica i confini nazionali. Se state pensando ai Blue Notes o a Dollar Brand/Abdullah Ibrahim sbagliate, non perché non siano nomi importanti ma solo per il fatto che fanno parte di un passato in cui la musica si connotava su certe coordinate ampia[1]mente superate dalla contemporaneità. Oggi anche da quelle parti – e la Repubblica Sudafricana è da sempre il più occidentale tra tutti gli Stati africani – le commistioni con il funk, con l’hip-hop, con il soul si fanno sentire. Abbiamo già ampiamente scritto su queste pagine della spiritualità di Nduduzo Makhathini, dei legami che la sua musica mantiene con le radici del suo popolo, ma non è l’unico. I nomi che si fanno ascoltare sono tanti: Siya Makuzeni, vocalist e trombonista, che si fa portavoce di un crossover in cui il jazz funge da perno principale, Linda Tshabalala, sassofonista, la batterista Ayanda Sikade e potremmo continuare. Molti di loro partono dal jazz per esprimere una tavolozza musicale piena di colori in cui l’idioma afroamericano ha un ruolo di rilievo che però si arricchisce di nuances in cui Afrobeat, highlife, ju-ju music – siamo pur sempre in Africa – il soul e tutto l’universo «Black» contemporaneo contribuiscono a creare sonorità estremamente affascinanti. Su queste premesse vi segnaliamo uno degli artisti che a nostro avviso si affermeranno molto presto anche da noi. Bokani Dyer, pianista, tastierista, compositore, nato in Botswana (ma vive a Johannesburg), complice la Brownswood Recordings, che sta facendo un gran lavoro nella promozione degli artisti sudafricani contemporanei, con «Radio Sechaba» ci fa capire qual è lo spessore della musica da quelle parti. Capacità strumentale, versatilità, attitudine a muoversi all’interno del crossover succitato ma anche una consapevolezza e un’attenzione per le tensioni sociali che ancora affliggono quel paese: «sechaba» vuol dire «nazione» e in Sud Africa questo termine ha un valore molto forte. Un disco davvero emozionante, pieno di momenti in cui la danza prende il sopravvento su un tappe[1]to poliritmico tipico della musica africana. Difficile esprimere preferenze, il disco è da godere nella sua interezza e sapete quant’è difficile oggi che questo accada, anche se personalmente ho un debole per tracce come Move On o Resonance of Truth in cui prende il sopravvento l’incedere ipnotico dell’Afrobeat. Insomma: un artista da tenere d’occhio e un punto di vantaggio per la Brownswood. Gaeta pubblicata sul numero di aprile 2023 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

Goodfellas FORMAZIONE
Lwanda Gogwana, Ndabo Zulu, Shtembiso Bhengu (tr.), Linda Sikhakhane (ten.), Bokani Dyer (p., tast.), Keenan Ahrends (chit.), Tendai Shoko (b. el.), Amaeshi Ikechi (cb.), Sphelelo Mazibuko, Tinotenda Dambaneunga (batt.), Tlale Makhene (perc.), Damani Nkosi, Tomeletso Sereetsi, Keorapetse Kolwane, Yonela Mnana (voc.). DATA REGISTRAZIONE
Sudafrica, 2022
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