ARTISTI VARI «The Birth of Bop» Craft (2 cd),

14827

AUTORE

Artisti Vari

TITOLO DEL DISCO

«The Birth of Bop»

ETICHETTA

Universal


Una singolare e inaspettata coincidenza ha voluto che, proprio nel mese in cui pubblichiamo un robusto dossier sulle origini del bop, la Universal abbia rimesso in circolazione l’ampia antologia edita nel 1952 su cinque album da 10 pollici e che può quindi fungere da utilissimo corredo all’esauriente testo di Giuseppe Piacentino, anche se questa ristampa su due cd si occupa soltanto della Savoy, ovvero una delle tante etichette indipendenti nate negli anni Quaranta e finite, alcune per deliberata scelta e altre per semplice casualità, a documentare quella fase di transizione che resta ancora oggi uno dei momenti più interessanti (ma paradossalmente meno studiati, non fosse per Ira Gitler e Scott DeVeaux) nella storia del jazz. Si tratta di ben trenta esecuzioni in parte uscite su 78 giri negli anni Quaranta e in parte pubblicate per la prima volta nel 1952, e che – oltre alla versione in cd di cui parliamo oggi – sono state rese disponibili anche su vinile e in forma praticamente anastatica, sempre con un puntuale testo di Neil Tesser che ripercorre brano per brano le vicende di quell’epoca rivoluzionaria. Gran parte del materiale qui con tenuto era irreperibile su cd da parecchio tempo, e su vinile almeno dalla metà degli anni Settanta, quando la Savoy – allora controllata dalla Arista – aveva messo in circolazione una nutrita serie di doppi lp su cui si è formata un’intera generazione di ascoltatori (tra i quali chi scrive). A partire dal 1991 e per una decina d’anni, poi, la Denon giapponese – nuova proprietaria dell’etichetta – si era imbarcata in una lunga serie di ristampe su cd degli album originali. In seguito, la Savoy ha continuato a passare di mano e da qualche anno è sotto il capiente ombrello della Universal, dalla quale la ben nota Mosaic ottenne nel 2016 in licenza una gran mole di materiale confluito nel de[1]finitivo box di 10 cd «Classic Savoy Be-Bop Sessions 1945-1949» che però, limitato nella tiratura come tutte le produzioni dell’etichetta di Michael Cuscuna, è andato rapida[1]mente fuori catalogo ed è oggi in grado di aprirvi nelle tasche una voragine da almeno 400 dollari. L’approccio cronologico-filologi[1]co delle riedizioni Mosaic non è, ovviamente, quello che vigeva nei primi anni Cinquanta all’epoca del 10 pollici. I cinque volumi originali mischiavano allegramente le carte ragionando ancora in termini di singoli brani e non di sedute complete, l’unica delle quali sembra essere quella (notevolissima) del quintetto di J.J. Johnson con Bud Powell, Max Roach e un Cecil Payne alla sua ultima incisione al sax contralto prima di dedicarsi al baritono. Così la vecchia antologia e la ristampa odierna piluccano qua e là a mo’ di playlist ante litteram, con scelte a volte inconsuete – i due rari brani a nome di Budd Johnson (anche se il vero leader della session era il pianista Clyde Hart, importante personaggio la cui scomparsa nel 1945, a soli 35 anni, ne ha messo in disparte il rilevante contributo alla nascita del bop) – e a volte apparentemente balzane ma in realtà ben aderenti all’impostazione dell’opera: si veda l’unica circostanza in cui appare Charlie Parker, cioè come sideman nell’ibrida seduta tardo-Swing a nome del chitarrista Tiny Grimes, dove Bird si ritrova alle prese con una canzoncina politicamente scorretta alla Louis Jordan – ma priva del sarcasmo del veterano sassofonista – e cerca di controllarsi per non sabotare più di tanto l’atmosfera già allora démodé del pezzo. Tant’è che questo brano (inciso nel settembre 1944) risulta tra i pochissimi di tutta l’antologia ad avere ancora i piedi ben saldi nello Swing, assieme al celeberrimo Byas a Drink di Don Byas (novembre 1945) e al Blowin’ for Kicks (gennaio 1947) dell’oggi completamente dimenticato tenorista Morris Lane (1920?-1967), di lì a poco successore di Illinois Jacquet e di Arnett Cobb nella big band di Lionel Hampton: per Lane non si tratta ancora di r&b ma gli indizi ci sono già tutti. Il resto illustra bene i primi passi boppistici di alcuni tra i massimi esponenti del jazz moderno, da Dexter Gordon a Fats Navarro, da J.J. Johnson a Milt Jackson; riesuma tre fragorosi brani dell’incostante baritonista Leo Parker e lancia più di un’occhiata anche al côté bianco del nuovo jazz, con due bei brani di Stan Getz registrati a distanza di qualche anno, tre dello stravagante e irrequieto tenorsassofonista Allen Eager, due di un Kai Winding non ancora alleato del collega di strumento J.J. e uno del sommo Serge Chaloff. Ma la vera curiosità, per molti, sarà rappresentata dal brano della big band californiana di Roy Porter, batterista che fu per qualche tempo una delle colonne della scena di Central Avenue e che in Pete’s Beat (gennaio o febbraio 1949, calco evidente della gillespiana Be-Bop) ebbe la lungimiranza di arruolare i poco più che ventenni Art Farmer, Jimmy Knepper ed Eric Dolphy, gli ultimi due al loro esordio su disco. L’attribuzione delle otto basti due cd si ha innanzitutto la conferma che Parker e Gillespie non erano certo gli unici grandi virtuosi del bop: anche in queste opere giovanili J.J. Johnson e Milt Jackson sono un chiaro esempio di musicisti «nati pronti» e senza una significativa curva di apprendimento, tanto che a metà anni Quaranta già suonavano esattamente come avrebbero fatto due, tre, quattro decenni più tardi. Oltre a ciò, salta agli occhi (anzi, agli orecchi) come Dexter Gordon e Stan Getz fossero fin da allora destinati alle straordinarie carriere che hanno poi in effetti avuto e, infine, ci si chiede perché Fats Navarro faccia ancora oggi così tanta fatica a uscire dal dimenticatoio: e sì che i due brani in cui appare assieme a «Lockjaw» Davis non sono neanche tra i suoi capolavori. È giusto, insomma, riparlare il prima possibile dello sfortunato trombettista della Florida. Voi, nel frattempo, procuratevi senza esitare questo doppio cd, che rimette in circolazione quasi 90 minuti di ottima musica.
Conti

pubblicata sul numero di maggio 2023 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

Universal

FORMAZIONE

Con: Charlie Parker, Dexter Gordon, J.J. Johnson, Milt Jackson, Leo Parker, Stan Getz, Fats Navarro, Allen Eager, Kai Winding, Don Byas, Budd Johnson, Eddie «Lockjaw» Davis, Roy Porter, Serge Chaloff, Morris Lane.

DATA REGISTRAZIONE

New York, Detroit, Los Angeles, 1944-1949.