AKI TAKASE & DANIEL ERDMANN «Isn’t It Romantic?»

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AUTORE

Aki Takase & Daniel Erdmann

TITOLO DEL DISCO

«Isn’t It Romantic?»

ETICHETTA

BMC


Per questo splendido album Aki Takase e Daniel Erdmann si sono divisi equamente la «scaletta»: sei composizioni sono della pianista e sei del sassofonista. Eppure, quando si è trattato di dare un titolo al disco la scelta è caduta sul tredicesimo e ultimo pezzo, una famosissima canzone di Rodgers & Hart che risale al 1932. Un motivo c’è: «Isn’t It Romantic?» riunisce brani che, sotto l’apparenza di musica alquanto sperimentale, in realtà non distolgono lo sguardo dal passato. Del resto, la giapponese Takase – ormai berlinese di adozione – ha un’approfondita dimestichezza con gli stili pianistici del jazz anni Trenta (a cominciare dall’amatissi mo Fats Waller): li ha assimilati a tal punto da farli scivolare con naturalezza in un linguaggio di assoluta contemporaneità. Daniel Erdmann, che viene da Wolfsburg, è stato suo allievo molti anni fa. Non è solamente un sassofonista ferrato su entrambi gli strumenti, ma sa sempre trovarsi al punto giusto e con un vocabolario di suoni molto ricco, qualità che ha evidenziato in varie formazioni oltre che in attività sia in Germania sia in Francia. Dopo un recente incontro casuale, dopo essersi scambiati idee e fatto prove «da remoto» durante il lockdown (lei a Berlino, lui a Reims), sono riusciti finalmente a registrare questo disco in Ungheria. Nelle note di copertina vengono riportate le fonti d’ispirazione degli autori: Frida Kahlo, Tim Burton, Ray Bradbury, Paul Éluard e così via. Potremmo aggiungerne di jazzistici, come il blues classico (No Particular Night or Morning), ombre di Monk (Pascale) e di Mingus (Sans Sulfites), Steve Lacy (Reconstruction In Berlin). Ma alla fine questa musica parla per sé con la massima chiarezza e originalità, mettendo in scena episodi che toccano l’allegria, la poesia, l’intimità, la spavalderia, la malinconia: il tutto è leggibile anche da chi ha solo una infarinatura di jazz. Avendo entrambi familiarità con la formula del duo, Takase e Erdmann finiscono col fare di questo lavoro un inno alle grandi possibilità offerte dal dialogo, dalla condivisione del «qui e ora», insomma dallo stare insieme. Ne esce una musica viva, palpitante, di altissimo livello. (Tra parentesi, quello che oggi avviene molto spesso nel pop non sarebbe mai ammissibile nel jazz: apprendiamo, per esempio, che Mina e Blanco hanno registrato una canzone senza essersi mai incontrati di persona. Addirittura senza essersi mai parlati…).
Piacentino

pubblicata sul numero di maggio 2023 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Daniel Erdmann (ten., sopr.), Aki Takase (p.).

DATA REGISTRAZIONE

Budapest, 3 e 4-8-20.