La pianista e compositrice Yelena Eckemoff, nata a Mosca e da oltre trent’anni residente negli Stati Uniti, in North Carolina, annuncia Bird Island, il nuovo concept album – il suo ventiquattresimo dal 2010 – in arrivo il 16 aprile 2027, e pubblica oggi “Lost at Stormy Sea”, primo singolo estratto dal disco.
Il progetto riunisce un quintetto internazionale d’eccezione: con Yelena Eckemoff (composizione, piano, synth) ci sono infatti Manu Katché (batteria, storico collaboratore di Peter Gabriel e Sting), Faso/Nicola Fasani (basso, membro storico di Elio e le Storie Tese), Riccardo Bertuzzi (chitarra) e Carlo Nicita (flauto), entrambi session man e musicisti di riferimento della scena jazz e strumentale italiana.
“Lost at stormy sea” sarà seguito da altri sei singoli, che verranno pubblicati mensilmente fino ad aprile 2027, ciascuno dei quali corrisponderà a un momento diverso della storia che accompagna l’album, creando così un’esperienza narrativa che si sviluppa capitolo dopo capitolo.
Yelena Eckemoff ha costruito negli anni un legame sempre più stretto con l’Italia attraverso le registrazioni di Romance of the Moon (con Paolo Fresu) e Scenes from the Dark Ages — entrambe realizzate con musicisti italiani, tra cui proprio Bertuzzi e Nicita. Il nuovo disco – la storia più ampia e articolata mai scritta finora dall’artista, disponibile nel libretto che accompagna il CD – racconta di un gruppo di viaggiatori che, persi in mare durante una tempesta improvvisa, attraversano un varco misterioso e approdano su un’isola tropicale sconosciuta, abitata da uccelli parlanti e da una comunità apparentemente idilliaca. Esplorandola, scoprono i suoi segreti più profondi — dagli abitanti che al tramonto si trasformano in uccelli giganti, a una sorgente magica che restituisce la giovinezza al prezzo dei ricordi — fino a dover scegliere tra ricchezza materiale e i veri tesori del cuore.
Le tredici tracce intrecciano jazz moderno e prog rock, con tutti i suoni di uccelli e natura realizzati in modo interamente acustico.
Yelena Eckemoff racconta: «Questo progetto nasce da una storia immaginaria, quella di un’isola che non si trova su nessuna mappa, eppure esiste. La musica è molto varia ed entusiasmante. Sono felice di avere registrato ad Artesuono con questi musicisti straordinari.»
Il singolo che apre il racconto è dunque Lost At Stormy Sea, che traduce in musica l’ingresso dei viaggiatori nell’ignoto: un brano drammatico, tempestoso e carico di tensione, prima tappa di un viaggio che si snoderà lungo l’intero album.
CREDITS: Yelena Eckemoff – piano, synth, compositrice e produttrice / Manu Katché – batteria e percussioni / Faso (Nicola Fasani) – basso elettrico / Riccardo Bertuzzi – chitarra elettrica / Carlo Nicita – flauto, con tecniche estese per ricreare acusticamente i suoni della natura dell’isola.
L’album è stato registrato in un’intensa sessione di due giorni presso il rinomato Artesuono Recording Studio di Udine, con la produzione, il mix e il mastering curati dal fonico Stefano Amerio.
YELENA ECKEMOFF – NOTE BIOGRAFICHE
Pianista, compositrice, poetessa e artista visiva nata a Mosca, Yelena Eckemoff è stata formata alla prestigiosa Gnessin State Academy e al Conservatorio di Stato di Mosca prima di avvicinarsi al jazz. Emigrata negli Stati Uniti nel 1991, risiede in North Carolina.
Dal 2010 ha pubblicato 24 album, collaborando con alcuni dei migliori improvvisatori della scena internazionale, tra cui i batteristi Peter Erskine, Billy Hart, Marilyn Mazur, Jon Christensen, Stefano Bagnoli e Trilok Gurtu, i bassisti Mads Vinding, Arild Andersen, Luca Bulgarelli e George Mraz, i sassofonisti Chris Potter e Mark Turner, i trombettisti Ralph Alessi, Verneri Pohjola e Paolo Fresu, i chitarristi Ben Monder e Adam Rogers, il violoncellista Svante Henryson e il vibrafonista Joe Locke.
Tra i suoi lavori più celebrati figurano Glass Song (2013), Everblue (2015), Blooming Tall Phlox (2017), In the Shadow of a Cloud (2017), Colors (2019), Nocturnal Animals (2020), Romance of the Moon (2024), Scenes from the Dark Ages (2025) e Rosendals Garden (2026). Il suo legame con l’Italia è profondo: oltre alle collaborazioni con Paolo Fresu e Riccardo Bertuzzi, dal 2024 il fonico Stefano Amerio di Artesuono, a Udine, è il suo unico tecnico del suono per mix e mastering.
Sperimentando con la contaminazione tra generi, Eckemoff fonde strutture di matrice classica con elementi di chamber jazz, progressive rock, folk e fusion. I suoi brani, singolari ed emotivamente intensi, mantengono un equilibrio tra architettura interamente scritta, improvvisazione strutturata ed esplorazione libera.
Uno degli aspetti più notevoli dell’ascesa di Eckemoff allo status di “major jazz artist” (Dan McClenaghan, All About Jazz) è che ha raggiunto questo successo come artista indipendente, che registra per la propria etichetta L & H Production e che, a differenza della maggior parte dei suoi contemporanei, va raramente in tour, preferendo dedicarsi quasi interamente alla composizione e alla realizzazione di progetti discografici.
