Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica, dal 9 ottobre al 31 gennaio

La mostra fotografica a cura di Matteo Bordone e Roberto Mutti, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome in collaborazione con il Comune di Milano.

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Dal 9 ottobre 2026 Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospita Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica, mostra fotografica a cura di Matteo Bordone e Roberto Mutti, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome in collaborazione con il Comune di Milano. Centotrenta fotografie, di cui molte inedite, da archivi pubblici e privati, per raccontare oltre mezzo secolo di musica dal vivo non dal lato del palco, ma dal lato di chi appassionatamente ascolta.

Le immagini esposte non documentano soltanto i concerti: mettono a fuoco il rapporto tra gli artisti e la città, il contesto urbano, i locali iconici, le mode e le preferenze di un esigente pubblico milanese della musica dal vivo.

Una carrellata sulla trasformazione urbana, sociale e culturale di una metropoli raccontata attraverso i luoghi della musica.

Commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi: “Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica” racconta il rapporto profondo tra Milano e la musica dal vivo, dagli anni Cinquanta a oggi. Attraverso fotografie d’archivio e reportage, la mostra ripercorre grandi eventi, luoghi e artisti che hanno contribuito a fare della città un crocevia internazionale della musica e della cultura contemporanea. Un racconto che intreccia innovazione e tradizione, trasformazioni urbane e nuove energie creative, restituendo l’identità di una Milano aperta e dinamica. La mostra trova a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine la sua naturale collocazione: un museo che racconta la storia e le trasformazioni di Milano, dove la musica non è stata solo colonna sonora, ma una vera forza di cambiamento”.

La mostra nasce da un lungo lavoro di ricerca e raccolta, con l’obiettivo di andare oltre il ritratto dell’artista sul palco e restituire l’esperienza del concerto nella sua dimensione più ampia e partecipata. Si sono cercate immagini che allargano l’inquadratura al pubblico, al locale e a tutti quegli elementi che normalmente vengono esclusi dallo scatto. Quelle che cambiano la prospettiva e il punto di vista fino anche a “sporcare” l’immagine stessa per restituire la sensazione di essere davvero dentro quella sala, in mezzo a quelle persone.

La raccolta ha coinvolto non solo fotografi e archivi, ma anche amatori che hanno frequentato i concerti con una macchina fotografica al seguito e che oggi sono affermati in altri ambiti professionali. Molti di loro hanno scelto di mettere a disposizione i propri scatti e i propri ricordi, contribuendo a costruire un racconto corale della musica dal vivo, fatto non soltanto dalle immagini ufficiali degli artisti ma anche dagli sguardi di chi quei concerti li ha vissuti e li vive da vicino.

Chet Baker al Santa Tecla suona con il gruppo di Basso-Valdambrini, 1959 circa © Gianni Greguoli Venini

Milano non era una tappa, era il laboratorio

Il Lirico e lo Smeraldo. Il Palalido, che oggi si chiama Allianz Cloud. L’Arena, il Rolling Stone, il Santa Tecla. Per ogni tipo di musica, Milano ha da sempre un posto dove suonarla. Non è mai solo una fermata nel tour degli artisti internazionali: è la città dove un’industria musicale strutturata incontra un pubblico che sa ascoltare, e dove le fabbriche sono diventate luoghi di cultura prima che altrove.

Dice Matteo Bordone: Milano è indaffarata, è anche il suo bello, ma certe volte si dimentica delle ragioni per cui ci piace tanto. Tra le altre cose, è una città che ha sempre amato quel misto di emozioni e sudore che è un concerto dal vivo.

La città vista da chi è in piedi sul palco

Molti artisti stranieri arrivavano con l’idea dell’Italia da cartolina, il paese del passato, e trovavano una metropoli che parla al presente: capitale della moda e del design, dove il nuovo dialoga di continuo con la storia. Le fotografie raccontano anche questo scarto, e l’equilibrio milanese tra entusiasmo e understatement, tra accoglienza calorosa e rispetto della privacy, in cui grandi star ed esordienti si sono sentiti a proprio agio.

Aggiunge Roberto Mutti: Tutto cambia, e cedere alla nostalgia impedisce di guardare avanti: la mancanza e la paura di restare senza respiro quando qualcuno se ne va, va rivolta alle persone amate, non ai luoghi. Ecco perché i fotografi continuano a raccontare il presente per consegnarlo alla memoria.

Le foto sono solo l’inizio

Il destinatario della mostra è un pubblico ecumenico, dagli esperti ai semplici curiosi. Installazioni sonore fanno ascoltare i brani eseguiti a Milano dai vari artisti, insieme a frammenti di interviste e testimonianze; notiziari dell’epoca e documentari sulla scena musicale della città.

Elementi interattivi permettono di esplorare la geografia musicale di Milano e l’identità dei quartieri più legati alla musica. E diverse zone di ascolto, in coda al percorso, per immergersi nelle sonorità preferite.

Il pubblico fotografato durante il concerto di Jimi Hendrix, al Piper di Milano il 23 maggio 1968.
imi Hendrix, Piper, 23 maggio 1968 © Renzo Chiesa

Il public program

La mostra esce dalle sale e arriva in città con un programma di eventi collaterali curati da Matteo Bordone: talk e incontri con i fotografi, i giornalisti e i promoter che hanno portato la grande musica internazionale a Milano; visite guidate nei luoghi iconici della musica dal vivo; workshop fotografici sulla documentazione degli eventi musicali; laboratori per ragazzi, per avvicinare le nuove generazioni alla storia musicale di Milano.

I visitatori sono invitati a inviare le scansioni delle loro foto in tema al sito DalvivoaMilano. Le più meritevoli saranno proiettate su schermo col nome dell’autore. Venendo in mostra e dimostrando di essersi riconosciuto in uno dei soggetti del pubblico nelle foto si otterrà l’ingresso gratuito.

 VERTIGO SYNDROME

Una dichiarazione di guerra alla noia e all’elitarismo culturale

Vertigo Syndrome è stata fondata da Chiara Spinnato e Filippo Giunti nel gennaio 2022 e si occupa di ideazione, organizzazione e produzione di mostre “dall’idea al chiodo”. Il filo rosso che tiene insieme tutte le mostre Vertigo Syndrome è la volontà di far crescere in Italia una nuova cultura della curiosità, e di questo ne hanno fatto un manifesto (vertigosyndrome.it/metodo). In pochi anni Vertigo Syndrome si è costruita una nicchia con pubblico fidelizzato e un’identità fortemente riconoscibile, in cui la maggioranza dei visitatori torna per affezione al brand, qualunque sia il tema della mostra.

La sede: Palazzo Morando | Costume Moda Immagine

Luogo prescelto per l‘esposizione è Palazzo Morando | Costume Moda Immagine. Oltre a sede dedicata all’esposizione a rotazione di abiti e accessori del Comune di Milano, conserva una collezione di dipinti, sculture, disegni e stampe che documentano l’evoluzione storico-urbanistica della Città dal XVII al XX secolo. Per questo motivo Palazzo Morando diventa il luogo ideale per mostre che abbiano a tema il capoluogo lombardo, la sua storia, la sua immagine e i suoi protagonisti.

I curatori

Matteo Bordone (1974) è giornalista, autore e conduttore radiofonico e televisivo di grande esperienza. Milanese e conoscitore della scena culturale della città, unisce una profonda conoscenza della cultura musicale contemporanea alla capacità di comunicare con linguaggi diversi a pubblici eterogenei. La sua lunga esperienza in Radio2 e l’attività come voce di vari podcast de «Il Post», tra cui il quotidiano “Tienimi Bordone”, testimoniano la sua capacità di trattare cultura popolare, musica, cinema e tecnologia con rigore e con un approccio divulgativo accessibile.

Roberto Mutti (1947) è storico, critico e docente all’Accademia del Teatro alla Scala e all’Istituto Italiano di Fotografia. Ha curato mostre di giovani promettenti e di autori affermati come Fulvio Roiter, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Gabriele Basilico, Mario De Biasi, Mario Cresci, Maurizio Galimberti, Nino Migliori, Luigi Veronesi, Mario Dondero, Enrico Cattaneo, Roberto Polillo, Giovanni Verga, André Kertész, Walter Rosenblum collaborando con festival, gallerie private e istituzioni pubbliche. Ha firmato oltre duecento libri fra saggi, monografie e cataloghi. Giornalista pubblicista, dal 1980 scrive di fotografia sulle pagine milanesi del quotidiano la Repubblica e ha collaborato con diverse testate di settore dirigendo dal 1998 al 2005 il trimestrale Immagini Foto Pratica. È consulente scientifico della casa d’aste Finarte e della Fondazione 3M per cui cura e progetta mostre e fa parte del comitato scientifico del Museo della Fotografia Italiana di Brescia. Vive e lavora a Milano.

INFORMAZIONI

Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica

Milano, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, Via Sant’Andrea 6 9 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027

A cura di Matteo Bordone e Roberto Mutti.

Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome in collaborazione con il Comune di Milano Catalogo Moebius Books

ORARI

Dal martedì al venerdì: 10:00 – 18:30 Sabato, domenica e festivi: 10:00 – 19:30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Lunedì chiuso.

BIGLIETTI

Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00 | Ridotto speciale € 5,00

Gratuito: minori di 6 anni; persone con disabilità (invalidità al 74% o superiore); Abbonati Musei Lombardia; 1 accompagnatore per ogni persona che presenti necessità. Eventi collaterali € 5,00

CONTATTI

Vertigo Syndrome

  1. 351 656 0343 | info@vertigosyndrome.it | www.vertigosyndrome.it FB @vertigosyndrome | IG @vertigo_syndrome_

 

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