«ELLAS». Intervista a Reinaldo Santiago

di Amalia Mancini

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Di seguito un breve estratto dell’intervista al batterista brasiliano che sarà pubblicata sul numero di aprile di Musica Jazz

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Nato a Salvador de Bahia ma residente in Italia, batterista con un percorso musicale iniziato per strada tra samba de roda e capoeira, il tuo lavoro discografico, da «Origem» a The Colors of the Planet» fino a «ELLAS», uscito il 23 gennaio per l’etichetta GBmusic Smoothnotes, mostra una continua evoluzione del linguaggio ritmico e formale. In che modo questa formazione profondamente percussiva influisce oggi sul tuo modo di pensare arrangiamento, interplay e scrittura?
Crescere a Salvador de Bahia significa essere immersi in una cultura musicale estremamente viva e stratificata. Il ritmo, per me, non è mai stato un elemento separato dalla musica; è un modo di pensare, di respirare, di organizzare il suono. Aver suonato in contesti molto diversi, dalla strada ai gruppi tradizionali brasiliani, mi ha insegnato a non creare frontiere musicali. In «ELLAS» questa formazione percussiva si riflette soprattutto nell’interplay, nel modo in cui le parti dialogano tra loro e nel rapporto organico tra voci e sezione ritmica.

Il progetto mette al centro una pluralità di voci femminili come identità narrativa. Come cambia la scrittura musicale quando il racconto passa attraverso interpreti diverse, ma inserite in un unico disegno sonoro?
Quando lavori con più voci, la scrittura non può più ruotare attorno a un’unica identità timbrica. Diventa una vera e propria architettura. Le differenze di colore, registro e intensità non vanno livellate, ma pensate come elementi strutturali. Questo comporta grande attenzione alle tonalità, alle dinamiche e alla densità degli arrangiamenti. Le cantanti sono state completamente libere di esprimersi, e questa libertà è diventata parte integrante del suono di «ELLAS».

«ELLAS» è interpretato integralmente in portoghese brasiliano da sei cantanti italiane, Cristina Ravot, Silvia Manco, Cristiana Abbate, Eleonora Bianchini, Marianna Tirinnanzi e Noemi Nori. In che modo lingua, accento e prosodia hanno influenzato fraseggio, timing e intenzione vocale?
Sono molto orgoglioso di loro. Hanno lavorato con grande rispetto e consapevolezza sulla lingua, sull’accento e sull’intenzione del testo. In «ELLAS» rappresentano una voce italiana che attraversa la cultura brasiliana con autenticità. Non potrei immaginare interpreti più adatte per questo progetto.
Amalia Mancini

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