The Orphan Brigade «Heart of the Cave»

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AUTORE

The Orphan Brigade

TITOLO DEL DISCO

«Heart of the Cave»

ETICHETTA

Appaloosa


Prendete carta e penna. Il tablet, il telefonino… Quel che vi pare, insomma. Basta che poi vi segnate questo nome, The Orphan Brigade, e non ve ne pentirete. Come non se ne sono pentiti quelli della Appaloosa, che dall’Italia sono volati fino in America per scoprire questo gruppo e portarselo a casa. Il nome della band viene da lontano, dalla Guerra Civile americana, e «Soundtrack To A Ghost Story» è l’album con cui, due anni fa, s’è fatta conoscere la Brigata. Accompagnava un documentario dedicato ai mesi trascorsi a incidere il disco in una delle case più popolate di fantasmi di tutto il Kentucky. Bello il film (ultra premiato!) e belle le canzoni. Piene di fantasmi e con le radici ben piantate nella tradizione americana, dalla musica ai testi. Le ascolti e ti vengono in mente certe storie cantate dai 16 Horsepower e dai Lilium o scritte da Joe R. Lansdale e Cormac McCarthy. Poi gli uomini della Brigata sono capitati dalle nostre parti. Più precisamente a Osimo, dove rimangono colpiti dai nove chilometri di gallerie scavate dall’uomo, sotto la città, più di duemila anni fa. Da qui, l’idea di Heart of the Cave. Dodici canzoni scritte pensando a questa roccia scavata e con le quali i tipi della Brigata cantano di morte, di redenzione e dei giorni che passano. Tutto in acustico, senza corrente. Ed è di nuovo pura Americana, all’ennesima potenza. Qui dentro troverete un po’ di tutto. Parole e musica che ti portano fino alle lacrime. E, per una volta, lasciarsi andare non sarebbe male.

Borsa

[da Musica Jazz, novembre 2017]


DISTRIBUTORE

IRD