Claudio Fasoli / Michelangelo Decorato – Atmysphere Voghera – 18.01.26

Siamo stati invitati ad assistere al concerto del duo Fasoli / Decorato presso lo studio del fotografo jazz Roberto Cifarelli. Ecco com’è andata.

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Chi frequenta la scena jazz live in Italia lo sa bene: negli ultimi decenni Roberto Cifarelli si è imposto come una delle voci più autentiche nel raccontare questa musica attraverso la fotografia, con le sue camicie sgargianti e l’obiettivo sempre pronto a catturare istanti irripetibili. Le sue immagini arricchiscono da tempo le pagine della nostra rivista e sono diventate le copertine di centinaia di produzioni discografiche, italiane e internazionali.

Entrando nel suo studio, la passione che Cifarelli mette nel proprio lavoro è immediatamente percepibile: quadri, poster, dischi, attrezzature e fotografie di ogni formato convivono nello spazio, creando un’ambientazione ideale per dei concerti privati ad invito. Una tradizione avviata da pochi anni ma ormai sempre più strutturata, che ha inaugurato il 2026 proprio con il duo Claudio Fasoli / Michelangelo Decorato. I due collaborano da tempo in contesti più ampi – prevalentemente in quartetto o quintetto – e questa occasione offriva quindi la possibilità di ascoltarli in una dimensione diversa, ancora più essenziale, grazie alla formula del duo.

Michelangelo DecoratoClaudio Fasoli

Il concerto ha assunto fin da subito un forte carattere cameristico, costruendosi come un dialogo intimo e concentrato tra i due musicisti. Le atmosfere evocate rimandavano a influenze diverse, più o meno esplicite, ma sempre filtrate attraverso un linguaggio personale, mai di maniera. Tra le trame sonore affioravano echi di Warne Marsh, Lee Konitz e suggestioni di musica da camera, integrate con naturalezza nel discorso improvvisativo.

Fasoli, oltre a una scrittura di grande pregio e assolutamente riconoscibile, conferma un timbro personale e inconfondibile, una delle voci più autentiche del jazz italiano da oltre cinquant’anni. Decorato si è rivelato un partner ideale: il suo accompagnamento, solido e attento, ha sostenuto con intelligenza le incursioni del sax tenore, lasciando però ampio spazio a un dialogo paritario. In più di un passaggio i ruoli sembravano invertirsi, con Fasoli impegnato a ripetere brevi cellule melodiche trasformate in sostrato ritmico per gli interventi improvvisativi del pianista. Nonostante la ristrettezza dell’organico, le situazioni musicali esplorate sono state numerose e sempre ben articolate.

Michelangelo Decorato & Claudio Fasoli

Le atmosfere create nel corso della serata avevano un forte impianto narrativo e suggerivano quasi l’idea di una colonna sonora: musica cristallina, sospesa in una dimensione senza tempo, lontana dalla frenesia contemporanea. Un concerto che ha restituito il valore di una musica “di altri tempi” solo in apparenza, e che proprio per questo continua a meritare di essere ascoltata, riscoperta e approfondita.

Francesco Spezia

Foto di Roberto Cifarelli

Michelangelo Decorato

Claudio FasoliClaudio Fasoli

 

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