Venerdì 16 ottobre 2026, il Teatro Porta Portese di Roma (via Portuense 102) ospiterà Capriccio Jazzistico, una serata che intreccia musica dal vivo, narrazione e pittura estemporanea in un unico evento, dedicato al jazz. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Gli Incontri Culturali, propone al pubblico un percorso che unisce l’ascolto di brani eseguiti dal vivo, racconto storico e creazione artistica in tempo reale.
Il trio in concerto è guidato da Stefano Cicconetti, batterista romano da anni sulla scena jazz nazionale, che impersonerà anche la voce narrante, affiancando alla musica, come sempre, la sua schietta vocazione divulgativa. Al suo fianco, Francesco Mazzeo – chitarrista e compositore che vanta collaborazioni con nomi come Antonello Salis, Alessandro Gwis e Francesco Bearzatti – e Lillo Quaratino, musicista con oltre cinquant’anni di carriera, che ha lavorato, tra gli altri, con il trombettista Chet Baker.
Se è vero che il jazz è sempre stato «il tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia» (Duke Ellington) è proprio questo spirito di libertà e improvvisazione che la serata intende restituire al pubblico.
Da decenni sentiamo ripetere con insistenza che «il jazz è morto» – o, in una variante forse più crudele, che «non è morto, ma ha uno strano odore» – festival e collane discografiche sono dedicati a questo concept. Ma ogni volta che il jazz sembra aver esaurito la spinta creativa, trova nuova vita nella reinterpretazione, il gesto artistico che lo ha sempre definito e che lo consegna all’immortalità. La condivisione, l’ascolto comune, le iniziative come questa che presentiamo rimettono la musica al centro di un’esperienza collettiva anziché di un consumo isolato.
La capacità di rinnovarsi tiene insieme la scaletta, che attraversa quasi quarant’anni di storia, da Davis a Coleman, da Mulligan a Beirach e Rollins, fino all’originale di Mazzeo: brani lontani per epoca e linguaggio trovano un filo comune non nella cronologia, ma nell’approccio personale, che ogni musicista offre nell’eseguirli.
È questo, in fondo, il senso più autentico del jazz: non un repertorio da conservare in una teca, ma un patrimonio da fare proprio, rinnovandolo.
Più che un semplice elenco di standard, il programma è pensato come un viaggio attraverso i linguaggi e le epoche del jazz. L’hard bop di Four, di Miles Davis, Turnaround di Ornette Coleman, che lascia già intravedere – a partire dall’impianto del blues – le aperture future verso il linguaggio più libero. Five Brothers di Gerry Mulligan, che riporta l’ascolto nell’orbita del cool jazz, con le sue linee contrappuntistiche. Poi Leaving di Richie Beirach, brano più introspettivo e moderno, prima di rallentare nella ballad My One And Only Love, tema classico del Great American Songbook. Valse Hot di Sonny Rollins riporta energia con il suo insolito tempo di valzer. La serata si chiude con Contorni, unico brano originale in scaletta, firmato dal chitarrista Francesco Mazzeo: una bossa che congeda il pubblico con un respiro più disteso, molto personale.
Inoltre, dialogherà dal vivo con le note il pennello di Antonella Brizioli, insegnante di lingua e letteratura italiana e da anni presidente e fondatrice dell’Associazione promotrice che, nell’occasione, realizzerà una pittura sperimentale estemporanea, ispirata in tempo reale dalla musica.
La serata sarà aperta da Tonino Tosto, dal 2014 direttore artistico del Teatro Porta Portese: autore, regista e attore, dal 1975 alla guida di una propria compagnia teatrale, ha pubblicato libri di argomento storico, teatrale e satirico ed è stato insignito nel 2021 del riconoscimento UNESCO «Book of Peace».
Informazioni pratiche
Data: venerdì 16 ottobre 2026
Orario: 18:00–21:00
Luogo: Teatro Porta Portese, via Portuense 102, Roma
Ingresso: libero, con libera donazione
Conferma partecipazione: gliincontriculturali@gmail.com
L’evento è realizzato con il sostegno di Schloss Gobelsburg e in collaborazione con il Teatro Porta Portese.
Per ulteriori informazioni:
gliincontriculturali.com · antonella-brizioli.com
gliincontriculturali@gmail.com


