Grazie agli sforzi del suo direttore artistico, il batterista e percussionista Zlatko Kaučič, dal 2011 il Brda Contemporary Music Festival si è ritagliato un ruolo significativo a livello europeo nell’ambito delle rassegne che privilegiano la sperimentazione e l’improvvisazione. Lo conferma anche il programma di questa sedicesima edizione, che si svolgerà dal 10 al 12 settembre nel borgo di Medana, situato nella Goriška Brda, l’area slovena del Collio. Proprio questa sua collocazione geografica, a pochi chilometri dal confine con l’Italia, riassume idealmente gli obiettivi che l’instancabile Kaučič si era prefisso fin dall’inizio: un confronto interculturale che travalichi i confini geopolitici; la possibilità per i musicisti partecipanti di esprimersi liberamente e individuare un linguaggio comune in un’interazione spesso condotta senza schemi prestabiliti; la musica come gioia di condividere, liberazione dagli schemi e spirito comunitario. Lo certifica il coinvolgimento – prassi ormai consolidata – di musicisti europei di diversa estrazione. Indipendentemente dalla matrice della loro formazione, jazzistica o classico-contemporanea che sia, il terreno comune su cui confrontarsi è quello dell’improvvisazione non idiomatica.

Com’è ormai tradizione, il Brda Contemporary Music Festival riserva un congruo spazio anche alla didattica, organizzando dei laboratori condotti da musicisti di consolidata esperienza. I due workshop previsti per quest’anno – in programma venerdì 11 e sabato 12 settembre – saranno dedicati rispettivamente alla voce (ore 12:00) e alla musica d’insieme (14:00), e gestiti dalla vocalist greca Savina Yannatou e dalla contrabbassista senese Silvia Bolognesi.
Nativa di Atene, Savina Yannatou vanta una formazione composita, comprendente il Rinascimento, il Barocco, la musica tradizionale, la sperimentazione vocale e l’improvvisazione. Nella sua nutrita discografia figurano sette incisioni per la ECM: una a nome della compositrice Eleni Karaindrou, «Tous les oiseaux»; una con il gruppo del contrabbassista norvegese Arild Andersen, «Electra»; ben cinque con l’ensemble greco Primavera en Salonico, che documenta la multiculturalità della città greca. Il suo rapporto con l’improvvisazione è iniziato negli anni Novanta, grazie alle collaborazioni con due eminenti esponenti della scena creativa tedesca: il contrabbassista Peter Kowald e il batterista Günther «Baby» Sommer. In tempi più recenti Yannatou ha collaborato con il contrabbassista inglese Barry Guy, come attestato anche da «Attikos», per soli voce e contrabbasso, inciso nel 2010 per Maya Recordings.

Nominata pochi mesi or sono direttrice didattica e artistica di Siena Jazz, Silvia Bolognesi occupa un ruolo di grande rilievo sia sulla scena italiana che su quella internazionale. Contrabbassista dalle solide radici jazzistiche, conduce una prolifica attività su più fronti. Come didatta, ha formato molti giovami musicisti, alcuni dei quali confluiti in alcune delle formazioni da lei dirette (ad esempio, Young Shouts e Just Shouts). Inoltre, è una fervida sostenitrice della conduction, il metodo di direzione introdotto nella musica improvvisata da Butch Morris. Ha fondato una propria etichetta, Fonterossa, sotto la quale ha riunito molti interessanti musicisti emersi dal circuito creativo nazionale. Come compositrice e leader ha diretto vari gruppi, sempre all’insegna di un’impronta marcatamente nera, legata alle avanguardie afroamericane. Non a caso, ha avuto lunghe e proficue frequentazioni con la scena di Chicago, entrando a far parte della nuova edizione dell’Art Ensemble sotto la guida di Roscoe Mitchell. Inoltre, ha stabilito fecondi rapporti con William Parker, uno dei suoi maggiori ispiratori. Ha anche creato un trio d’archi al femminile, Hear in Now, con la violinista Mazz Swift e la violoncellista Tomeika Reid. Infine, con Eric Mingus ha realizzato «Is That Jazz?», omaggio a Gil Scott-Heron. Il suo ultimo lavoro, «Jungle Duke», è un’acuta riscrittura di classici del repertorio di Ellington.

Anche per Kaučič da sempre la didattica riveste un’importanza fondamentale. Non a caso, molti dei musicisti sloveni coinvolti nella sua programmazione sono suoi ex allievi ed ex partecipanti ai corsi da lui tenuti presso la scuola gestita dall’associazione culturale Zvočni Izviri (Sorgenti Sonore) di Nova Gorica, che insieme al Ministero della Cultura sloveno sostiene il festival.
Il programma di questa edizione sarà aperto il 10 settembre da un prologo pomeridiano affidato all’ensemble di percussioni Perkakšns, cui farà seguito il duo formato dal trombettista serbo Nikola Vuković e dal contrabbassista sloveno Žiga Golob, che si esibiranno all’interno del Memoriale Gradnik e Zorzut. I concerti serali ospitati dall’ex cinema-teatro di Medana saranno inaugurati da un trio composto dal brillante trombettista friulano Mirko Cisilino, dal contrabbassista Matjaž Bajc e dal batterista Žiga Ipavec, entrambi sloveni. Seguiranno altri due trii: l’italo-sloveno Tripsi, con Yannis Maizan (sassofono), Roberto Fabrizio (chitarra) e Marko Lasič (batteria); gli svedesi Anna Högberg, sassofonista e membro della Fire! Orchestra di Mats Gustafsson, Gus Loxbo (contrabbasso) e Anton Jonsson (batteria).
Gli eventi dell’11 settembre prevedono, dalle 18:00 alle 23:00: il solo del vulcanico percussionista spagnolo Joni Sigil; il confronto tra due sassofonisti ed esponenti storici della scena creativa europea, il finlandese Harri Sjöström e il tedesco Frank Gratkowski; il solo di Savina Yannatou; un trio composto da Gratkowski, Bolognesi e dalla batterista e percussionista spagnola Lucía Martínez.
La giornata conclusiva del 12 settembre si aprirà nel pomeriggio, secondo tradizione, con il connubio tra poesia e musica. Due voci recitanti, l’italiano Pierluigi Pintar e la slovena Ana Geršak, faranno da contraltare a un quartetto sloveno formato da Jure Boršič al clarinetto, Anton Lorenzutti alla chitarra, Jošt Drašler al contrabbasso e Gal Furlan alle percussioni. Gli eventi serali vedranno succedersi Chiara De Santis (voce, basso e percussioni); due spericolate sperimentatrici – sia sul violino che sulla voce – come la bulgara Biliana Voutchkova e la slovena Ana Kravanja; l’Up and Out Quartet, che riunisce Sjöström ai sassofoni, Kaučič alla batteria, la pianista catalana Jordina Millà (membro della Blue Shroud band di Barry Guy) e il formidabile contrabbassista inglese John Edwards, protagonista del circuito free britannico, spesso a fianco di Evan Parker.
Secondo una sana e festosa consuetudine, il festival si chiuderà con le esibizioni degli ensemble riuniti da Yannatou e Bolognesi a coronamento dei rispettivi workshop.
Enzo Boddi
