Suono Futuro, dal 25 al 27 settembre a Fermignano

Seconda edizione del festival marchigiano con la direzione artistica di Roberta Pandolfi, Raffaele Damen e Danilo Comitini.

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Dal 25 al 27 settembre 2026, all’Ex Lanificio Carotti in piazza Cristoforo Giorgiani n. 3 a Fermignano (PU), torna «Suono Futuro», il festival di musica contemporanea promosso da Orchestra Olimpia. Giunto alla sua seconda edizione, il festival trasforma l’ex spazio industriale in un luogo di sperimentazione sonora e incontro tra musica, architettura e ricerca artistica.

Ideato da Roberta Pandolfi, Raffaele Damen e Danilo Comitini, il festival sviluppa quest’anno il tema “Stanze”, inteso come spazio fisico e simbolico di ascolto e relazione. Il programma riunisce artisti italiani e internazionali della scena contemporanea, con progetti che intrecciano ricerca musicale, valore simbolico dei luoghi e riflessione sul presente.

«Suono Futuro nasce dal desiderio di esplorare ciò che la musica può diventare quando viene liberata dai suoi confini abituali. Ogni edizione è un attraversamento: non solo di repertori e linguaggi, ma anche di spazi fisici e mentali. In questa seconda edizione, “entriamo nell’edificio” sfruttando la particolarità delle sue stanze comunicanti, senza porte e dalle singolari condizioni acustiche: “Stanze” reali e simboliche che rendono l’Ex Lanificio Carotti parte integrante della scrittura musicale, un organismo vivo che modella l’ascolto e lo trasforma in esperienza», commentano Comitini, Damen e Pandolfi.

Il festival inaugura venerdì 25 settembre 2026. L’opening della serata, alle 21, è affidata al clarinettista e performer Roberto Paci Dalò che proporrà «Tenebrae» (2019), una produzione Giardini Pensili – Ars Electronica Festival. Il concerto in solo per clarinetto, clarinetto basso, voce e live electronics, è stato creato per la Marmorsaal dell’abbazia agostiniana di Sankt Florian, in Austria, ed è una meditazione su forme come il gregoriano fino all’evocazione di frammenti di brani di Claudio Monteverdi e Carlo Gesualdo da Venosa.

Mariam Rezaei
Foto di May Zircus

A seguire, alle 21.45, salirà sul palco Mariam Rezaei, considerata tra le più innovative turntablist della scena contemporanea. Compositrice e performer pluripremiata, l’artista anglo-iraniana ridefinisce le possibilità espressive del giradischi attraverso sperimentazione sonora, improvvisazione radicale e cultura club. Rezaei si esibirà in una performance dal vivo che prende le mosse dal suo ultimo lavoro «Fractured». Registrato originariamente in un’unica sessione dal vivo, l’album attraversa e sovverte generi come punk, breakcore, elettronica, hip-hop e free noise, dando vita a un linguaggio musicale personale e imprevedibile. Attraverso l’uso simultaneo di più giradischi e tecniche innovative sviluppate dalla stessa Rezaei, la performance esplora temi come il caos contemporaneo, la nostalgia e la sperimentazione, in un flusso sonoro in continua trasformazione, che si traduce in una esperienza immersiva e di forte impatto. Nel corso del concerto, l’artista renderà inoltre omaggio a Stanley Kubrick e al suo celebre film «2001: Odissea nello spazio». La visual artist Francesca Bonci accompagnerà la performance, costruendo paesaggi visivi emotivi attraverso la manipolazione dal vivo di immagini, improvvisando con strumentazione analogica e linguaggi video sperimentali.

Libera Sonum

Sabato 26 settembre, alle 21, è la volta dell’ensemble vocale Libera Sonum, diretto da Simone Spinaci, che esplorerà il concetto di “stanza” attraverso la musica corale d’avanguardia, spirituale e post-minimalista. In programma, ear for EAR di John Cage, Oremus di Urmas Sisask, tre brani di David Lang – Just per coro femminile più viola e violoncello, dalla soundtrack di Youth di Paolo Sorrentino, Again, Make Peace. Per l’occasione verrà eseguito anche Room-ors of the earth (2026) di Alicia Montorsi Galli, commissione di «Suono Futuro» in prima esecuzione assoluta. Room-ors of the earth, per coro e nastro elettronico, è una raccolta di miniature che evocano le conseguenze sonore delle azioni umane sul pianeta. Dai suoni più antichi del mondo, come le ninna nanne e i canti di pace, si attraversano stanze sonore di profondo turbamento, come l’inquinamento acustico prodotto dai data center e dai droni di guerra, per comprendere che viviamo su di un pianeta a stanze comunicanti e interdipendenti.

Domenica 27 settembre, alle 18, il festival si concluderà con il pianista Emanuele Arciuli, tra i più autorevoli interpreti mondiali del repertorio americano contemporaneo. In un originale piano talk che intreccia dialogo con il pubblico ed esecuzione musicale, Arciuli presenterà un percorso che accosta linguaggi e tradizioni differenti, nel quale ogni brano diventa una “stanza” da esplorare, un luogo di incontro tra storie personali e universali. La serata proporrà Doorway in the sky di Monica De Marco, una selezione da Stanze (1992) di Ludovico Einaudi, Variations 2020-21 (hommage to Bill Evans, Chick Corea, Brad Mehldau and Keith Jarrett) di Matthew Quayle, Navajo Vocables nn.1-2 di Connor Chee, una selezione da Romantic Notions di Carla Bley, Trouble Waters di Margaret Bonds. Questa pluralità di voci restituisce, attraverso la musica, temi come la memoria, l’identità e l’immaginazione, mettendo in relazione esperienze individuali e dimensione collettiva.

I biglietti per i concerti di «Suono Futuro», con prezzi da 8 a 20 euro, sono disponibili in prevendita sul circuito Liveticket, o al botteghino presso il Lanificio nei giorni di concerto, a partire dalle ore 19 il 25 e 26 settembre e dalle 17 il 27 settembre. È inoltre possibile acquistare un abbonamento per l’intero festival.

A fare da benvenuto al pubblico, ogni sera, sarà un brindisi offerto dal festival in collaborazione con Cantina Terracruda e Casa Confine. Durante tutte le serate saranno inoltre disponibili, a pagamento, il Wine Bar e il servizio cena, a cura di Cantina Terracruda e Casa Confine (info e prenotazioni cena: info.orchestraolimpia@gmail.com).

Per informazioni e aggiornamenti è possibile consultare le pagine Facebook e Instagram “Suono Futuro” e il sito orchestraolimpia.it

 

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