AUTORE
Tedeschi Trucks Band
TITOLO DEL DISCO
«Future Soul»
ETICHETTA
Fantasy
______________________________________________________________
Ma che c’azzecca, tanto per esordire in «dipietrese», la Tedeschi Trucks Band con il futuro mostruoso della città ipertecnologica e minacciata dai robot ritratta in copertina? Molto poco, si direbbe, anche a giudicare dalla grafica ingenuamente fantascientifica e vintage del disegno, non si capisce quanto voluta e quanto casuale. La formula musicale della band, ormai ben codificata e profondamente radicata nella tradizione, di moderno e di futuribile sembra non riservare moltissimo. Se però a future affianchiamo la seconda parolina magica, e cioè soul, allora possiamo ben sperare che ne resti un po’anche nel nostro domani. Di sicuro Susan Tedeschi e Derek Trucks, vestiti non a caso da supereroi, sono qui proprio per questo, per tenere accesa la fiamma, anzi l’incendio che divampa dalla combustione tra blues, rock-blues, r&b, Southern soul, country soul e un pizzico di jazz. La super band, fondata nel 2010 a Jacksonville in Florida, è arrivata ormai al sesto disco in studio e ha scelto questa volta un produttore meno «di casa» come il californiano Mike Elizondo, collaboratore di Eminem e Dr. Dre e frequentatore di un ampio spettro di generi, dall’hip hop (soprattutto) all’heavy metal, dall’hard rock al country. Questa supervisione più esterna influisce forse sulla scelta di una certa stringatezza rispetto al passato (42 minuti appena, dopo il quadruplo «I Am the Moon»…) e di una maggior concentrazione sulle canzoni, senza dispiegare per intero il volume di fuoco dei dodici musicisti coinvolti. È una caratteristica che emerge con gli ascolti, superando la prima impressione di una certa opaca freddezza e pulizia e di una musica meno sulfurea rispetto alle abitudini consolidate. Il focus di «Future Soul» è il disco come congegno a sé stante, come mosaico di pezzi ben giustapposti e intreccio ben calibrato di generi diversi, senza nemmeno uno riempitivo o un momento di stanca. A farsi notare sono in particolare le ballate e i tempi medi, che brillano per ispirazione e pathos, grazie anche alla vocalità calda, scarmigliata e di gran classe di Susan Tedeschi. La scelta è tra la soul ballad Who Am I, sostenuta da un giro «atmosferico» semplice e aperto, la parentesi semi-acustica di What in the World, arricchita nel finale dalla planata della slide e dai cori gospel, e la trascinante Shout Out, forse la traccia migliore del disco, con un riff accattivante e una struttura in crescendo verso il ritornello grazie al sostegno dei fiati. Ma c’è spazio anche per godersi pagine più ruvide, dal riff iconico di Crazy Cryin’al rock tout court di Hero con la sua splendida impennata vocale nel ritornello, fino allo shuffle blues urbano a velocità media di Devil Be Gone, chiuso da un sontuoso duello fra le chitarre, lasciate finalmente libere di cavalcare.
La sensazione finale è che «Future Soul», pur senza regalare clamorose novità, focalizzi e «distilli» con efficacia lo stile della band.
Pietro Cozzi
DISTRIBUTORE
Universal
FORMAZIONE
Susan Tedeschi (voc., chit.), Derek Trucks (chit.), Mike Mattison(voc., chit.), Gabe Dixon (tastiere, voc.), Brandon Boone (b. el.), Tyler «Falcon» Greenwell (batt., perc.), Isaac Eady (batt., perc.), Mark Rivers (voc.), Alecia Chakour (voc.), Kebbi Williams (ten.), Emmanuel Echem (tr.), Elizabeth Lea (trne).
DATA REGISTRAZIONE
Loc. e date non ind.
