Tenuta dello Scompiglio, Vorno (Lucca)
20 giugno
L’atto conclusivo della prima parte della rassegna Grandi eventi epocali. Musica come memoria, critica e visione – curata da Antonio Caggiano – è stato strutturato in tre fasi, accomunate dal tema del rapporto tra suono e ambiente. In tal senso, l’evento è stato in buona parte contrassegnato dalla poetica del compositore americano John Luther Adams, che di quel principio è uno dei massimi assertori.

Per prima cosa, nel parco della tenuta il numeroso pubblico accorso allo Scompiglio ha potuto assistere a una performance tardo pomeridiana (giustamente definita azione sonora) eseguita da dieci giovanissimi allievi del Liceo Artistico Musicale Passaglia di Lucca. L’esecuzione era basata su Inuksuit, composta da Adams nel 2009. Dieci set di percussioni disposti in vari punti del parco formavano un itinerario sonoro che lo spettatore poteva percorrere liberamente. Seppur guidata da delle partiture, l’interazione con l’ambiente e i suoni della natura è contraddistinta da segnali, codici, richiami e rimandi in una sorta di chiamata e risposta. Una circolazione costante di suggerimenti che finisce per favorire un processo di immersione.

In apertura degli eventi serali collocati nell’auditorium, si è svolto un incontro con i musicologi Veniero Rizzardi e Franco Masotti, fondatori nel 1982 – con l’artista visivo Roberto Taroni e il grande fotografo Roberto Masotti – del gruppo Sonorità Prospettiche. Dalla loro iniziativa nacquero la rassegna Suono/Ambiente/Immagine, una delle prime al mondo a trattare questa tematica, e collaborazioni con numerosi compositori e artisti, tra cui John Cage, David Behrman, Dieter Schnebel, Pauline Oliveiros, Michael Brewster e David Dunn.
Sotto la denominazione di The Wind in High Places, dal titolo della composizione di Adams inclusa nel programma, il concerto serale è stato affidato al quartetto d’archi Sincronie, già ospite dello Scompiglio nella stagione 2024-2025. Formato da Houman Vaziri e Agnese Maria Balestracci (violini), Arianna Bloise (viola) ed Elide Sulsenti (violoncello), Sincronie ha prima affrontato String Quartet n. 3 – Some Aspects of Peltoniemi Hintrik’s Funeral March, composto nel 1969 dal finlandese Aulis Sallinen, classe 1935. Già eseguito dal Kronos Quartet nell’album omonimo del 1986, questo quartetto consta di vari passaggi, una serie di quadri caratterizzati da cambi di atmosfera piuttosto repentini. Si colgono immediatamente richiami al folklore finnico in un percorso punteggiato dall’uso del pizzicato, a cui si contrappongono delle dissonanze, fonte di vivaci contrasti. Di conseguenza, la linea tematica riemerge quasi snaturata. Al tempo stesso, l’equilibrio generato da uno sviluppo melodico di ampio respiro viene bruscamente spezzato da un pizzicato collettivo, per poi confluire in un’ulteriore cellula melodica dal carattere quasi vocale. Arcate e pizzicato sferzanti conducono alla ripresa del tema iniziale, a cui – approssimandosi la chiusura – fanno seguito un passaggio frenetico e variazioni di registro e dinamiche.

Divisa in tre movimenti, la già citata The Wind in High Places (2011) è una pagina che ben rappresenta il rapporto simbiotico tra suono e natura presente nella scrittura di Adams, frutto dei lunghi anni trascorsi in Alaska dal compositore americano, oggi settantatreenne. Il primo movimento, Above Sunset Pass, è alimentato da timbriche sottili, rarefatte, che evocano l’alito, il sibilo e il soffio del vento tra rami e foglie, o in anfratti. In questa fase la materia prende lentamente forma per addizione e stratificazione. Il secondo, Maclaren Summit, è introdotto da una cadenza del violoncello che sfocia in un andamento mosso, a tratti brioso, in cui l’azione (e soprattutto l’interazione!) del quartetto si fa variegata sotto il triplice profilo timbrico, coloristico e dinamico. Nel terzo, Looking toward Hope, si sviluppano degli insiemi densi, compatti, attraverso un processo di lenta e metodica ripetizione. Verso il finale le dinamiche si attenuano e si assottigliano gradualmente, fino a sconfinare e svanire nel silenzio, altro interlocutore prezioso.
Il programma si è concluso con l’esecuzione di Mas lugares, composto nel 2003 da Stefano Scodanibbio (1956-2012). Il pezzo dimostra con palmare evidenza – se ancora ce ne fosse bisogno – le intuizioni geniali e innovative che il grande contrabbassista maceratese riversava nella propria scrittura. Ispirato e, in una certa misura, alimentato dai Madrigali di Claudio Monteverdi, Mas lugares ne cattura l’essenza e la traduce in una fitta tessitura dalla struttura per buoni tratti polifonica. Ne scaturisce una dialettica vivace, palpitante e ricca di colori, animata da variazioni e sottigliezze, impreziosita da timbriche e dinamiche rarefatte, veicoli efficaci per fini ricami e nitidi intarsi. Queste caratteristiche si riscontrano poi perfino nei rari passaggi più statici e meditativi. Mas lugares salda in modo efficace ed esemplare la visione di un compositore contemporaneo con l’eredità derivante dalla transizione tra Rinascimento e Barocco, trattata non come studio filologico, bensì come materia viva da plasmare. L’elevato grado di affiatamento e di ascolto reciproco permette al quartetto di agire come un corpo unico, come un meccanismo di alta precisione. Oggi Sincronie si colloca senz’altro tra le formazioni di punta nel novero dei quartetti d’archi.

Infine, un riconoscimento e un ringraziamento vanno tributati all’Associazione dello Scompiglio per aver organizzato e promosso un evento di questo spessore, nonché per gli sforzi compiuti da anni per la diffusione dell’arte e della cultura.
Enzo Boddi
Foto di Massimo Bianchini e Angelica D’Agliano
