Fatoumata Diawara, giovedì 2 luglio, Dee Dee Bridgewater, sabato 18 luglio, due grandi donne, due grandi voci: Bergamo Jazz torna al Lazzaretto nel segno di una musicalità al femminile che reca con sé messaggi forti, oggi più che mai attuali e necessari. Organizzati da Fondazione Teatro Donizetti con l’Associazione di Bergamo degli Amici del Festival Pianistico Internazionale, con il sostegno di BCC Oglio e Serio e, per il concerto di Dee Dee Bridgewater, di A2A, i due appuntamenti si inseriscono tra gli eventi estivi promossi al Lazzaretto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo.
Fatoumata Diawara è tra le voci più intense, potenti e visionarie nel panorama della musica africana di oggi e della world music internazionale. Originaria del Mali, è artista poliedrica, cantante, musicista, compositrice, attrice e danzatrice: performer travolgente, racconta l’Africa nelle sue ferite e nelle sue rinascite e trasforma ogni concerto in un’esperienza collettiva coinvolgente. A Bergamo Fatoumata Diawara presenterà il suo nuovo album Massa, in uscita a giugno, coadiuvata dalla sua band con Jurandir Da Silva Santana alla chitarra, Fernando Javier Tejero alle tastiere, Velez Juan Finger al basso elettrico e William Ombe Monkama alla batteria.

Dee Dee Bridgewater, i cui precedenti concerti sotto le insegne di Bergamo Jazz risalgono al 1996 e al 2005, detiene da decenni il titolo di regina del canto jazz. Il suo progetto “We Exist!”, che schiera tre talentuose strumentiste di diversa nazionalità – Alexis Lombre al pianoforte, Rosa Brunello a basso elettrico e contrabbasso, Shirazette Tinnin alla batteria – lancia un grido di battaglia attraverso canzoni che non sono semplici melodie con un testo impegnato, ma veri e propri manifesti in musica, depositari di messaggi comprensibili a tutti grazie alla magnetica personalità di una leggenda non solo del jazz.
Il ricavato della vendita dei biglietti del concerto della vocalist statunitense sarà devoluto a Fondazione Banco dell’energia, l’ente filantropico promosso da A2A e dalle sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale.
INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
c/o TEATRO DONIZETTI
Piazza Cavour, 15
Tel. 035.4160 601/602/603
E-mail biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org
Orari: Da martedì a sabato | ore 16.00-20.00
Giovedì 2 luglio 2026, ore 21.30
Lazzaretto di Bergamo
FATOUMATA DIAWARA
Fatoumata Diawara voce, chitarra
Jurandir Da Silva Santana chitarra
Fernando Javier Tejero tastiere
Velez Juan Finger basso elettrico
William Ombe Monkama batteria
Fatoumata Diawara è tra le voci più intense, potenti e visionarie nel panorama della musica africana di oggi e della world music internazionale. Originaria del Mali, è artista poliedrica, cantante, musicista, compositrice, attrice e danzatrice: performer travolgente, racconta l’Africa nelle sue ferite e nelle sue rinascite e trasforma ogni concerto in un’esperienza collettiva intensa e partecipativa. La sua musica attraversa i generi con rara naturalezza: afrobeat, jazz, electro, pop e rock si intrecciano rimanendo ancorati ai ritmi mandinka.
Fatoumata Diawara si fa notare inizialmente come ballerina nella compagnia del padre, dove interpreta la straordinaria danza didadi. È però il cinema a rivelarla al grande pubblico con il film Sia, le rêve du python di Dani Kouyaté, in cui ricopre il ruolo principale. Fuggita da un matrimonio forzato, va in tournée per sei anni con la compagnia teatrale Royal de Luxe. Nel 2007 la sua voce la conduce al ruolo della strega Karaba nel musical tratto dal film d’animazione Kirikou et la Sorcière di Michel Ocelot. Successivamente, incoraggiata da Rokia Traoré, impara a suonare la chitarra e inizia a esibirsi nei bar parigini. Rivelata al grande pubblico con il suo primo album Fatou nel 2011, Fatoumata Diawara conquista critica e pubblico grazie alla capacità di esprimere l’intimo attraverso la chitarra folk, fondendo la tradizione wassoulou con influenze funk occidentali. Si distingue anche per il suo impegno sociale: nel 2013 riunisce quaranta artisti maliani per il progetto Mali Ko, in risposta alla crisi che attraversava il suo Paese. Nel 2018 pubblica Fenfo – titolo traducibile come “qualcosa da dire” – inviando un messaggio vibrante e necessario. L’anno successivo, le nomination ai Grammy Awards e alle Victoires de la Musique consacrano la sua ascesa. Il 2023 segna un importante ritorno discografico con London Ko, album ambizioso impreziosito da collaborazioni di rilievo, in particolare con Damon Albarn. Questo legame creativo, nato sul palco di Africa Express nel 2012 e proseguito con il brano Désolé dei Gorillaz nel 2020, trova qui piena espressione, testimoniando la sua dedizione alla condivisione musicale e alla diversità culturale.
Nel gennaio 2026 entra nella storia diventando la prima donna nera a firmare una chitarra signature con Gibson Epiphone. Un riconoscimento iconico che celebra il suo legame profondo con lo strumento, la sua influenza artistica e il suo ruolo di figura ispiratrice per le nuove generazioni di musiciste.
A Bergamo Fatoumata Diawara presenterà il suo nuovo album Massa.
Sabato 18 luglio 2026, ore 21.30
Lazzaretto di Bergamo
DEE DEE BRIDGEWATER “We Exist!”
Dee Dee Bridgewater voce
Alexis Lombre pianoforte
Rosa Brunello basso elettrico, contrabbasso
Shirazette Tinnin batteria
Passano le stagioni, si affermano nuovi talenti, ma lei rimane sempre sul trono: la regina del canto jazz è infatti sempre lei, Dee Dee Bridgewater. E una grande diva non fa mai le cose per caso: la sua attuale touring band è, infatti, un quartetto tutto al femminile dal cast internazionale, con le statunitensi Alexis Lombre e Shirazette Tinnin e l’italiana Rosa Brunello, una formazione assemblata per lanciare un grido di battaglia, “We Exist!”. Nel progetto confluiscono brani di protesta come “Mississippi Goddam” di Nina Simone, “Compared to What” di Gene McDaniels, “I Got You (I Feel Good” di James Brown, “Gotta Serve Somebody” di Bob Dylan e altre canzoni che non sono semplici melodie con un testo impegnato, ma veri e propri manifesti in musica, depositari di messaggi forti, comprensibili a tutti. Arte e attivismo si materializzano dunque nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda non solo del jazz.
Vincitrice di 3 Grammy Awards e di un Tony Award come miglior attrice, Dee Dee Bridgewater è nata a Memphis come Denise Eileen Garrett, prendendo poi il cognome del trombettista Cecil Bridgewater, col quale è stata sposata all’inizio degli anni Settanta. A quel periodo risalgono anche le sue prime prove nella “serie A” del jazz, con l’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Max Roach, Sonny Rollins.
Ma la completa maturazione artistica di Dee Dee avviene nel corso degli anni Ottanta, dopo il suo trasferimento in Francia. Oltre ad affinare le sue interpretazioni jazzistiche, flirta con la pop music, riuscendo così a creare un forte legame col pubblico, mai venuto meno da allora. In Italia, in particolare, entra nel gradimento del grande pubblico grazie al duetto con Ray Charles al festival di Sanremo del 1989 e alla vittoria, sempre a Sanremo, nel 1990, in coppia con i Pooh.
Negli ultimi decenni la cantante si è concentrata via via su progetti che hanno di volta in volta sottolineato ed esaltato le diverse sfumature della sua voce, dalle chansons francesi di J’ai deux amours (2005) alla musica del Mali di Red Earth (2007), dal confronto col repertorio di Billie Holiday, Eleanora Fagan (2010), ai gesti d’amore verso New Orleans e Memphis di Dee Dee’s Feathers (2015) e Memphis… Yes, I’m Ready (2017). We Exist! ribadisce la versatilità, la genuinità, l’autorevolezza di un’interprete senza tempo.
