AUTORE
Roberto Bonati Madreperla Trio
TITOLO DEL DISCO
«Parfois la nuit»
ETICHETTA
Parma Frontiere
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«A volte la notte è difficile / Non la si capisce con i suoi colori, le sue luci, le sue tenebre gioiose / A volte la notte è sospesa, misteriosa, sempre sconosciuta». Parole, queste, che costituiscono il viatico ideale per avventurarsi nel magico mondo creato da Roberto Bonati e per scoprire che cosa si nasconde dietro le quinte del suo lavoro più recente, intitolato appunto «Parfois la nuit». In compagnia del Madreperla Trio – un cameristico gruppo drumless che vede Luca Perciballi alla sei corde e ai live electronics e Gabriele Fava al soprano e al tenore – il contrabbassista, direttore d’orchestra e compositore emiliano ci guida tra i quattordici capitoli di una suite cangiante e mai prevedibile: un itinerario dove s’incontrano veglia e sogno – o, meglio, conscio e inconscio – e onirici frammenti di un discorso amoroso (Dream#1 Danza d’amore) si alternano a momenti e ad apparizioni perturbanti nell’accezione freudiana del termine (Dream#5 Weird Meetings). Il dialogo del leader con i suoi compagni d’avventura è sempre articolato e libero, mai prevedibile. E vive nel solco di un jazz che viene concepito come opera aperta nel senso teorizzato da Umberto Eco, dato che vi confluiscono idiomi differenti: echi e motivi ispirati al repertorio folcloristico e popolare (Rouge, Folk); momenti di musica contemporanea (la breve Dream#3 The Fall); passaggi d’improvvisazione radicale (Dream#4 The Fight); composizioni che guardano al minimalismo (Madreperla) e altro ancora. A livello estetico la collaborazione di Roberto Bonati con la Norwegian Academy of Music e con la scena del Nord Europa si fa sentire: anche perché il timbro sassofonistico di Fava evoca – soprattutto al soprano – il sound di Jan Garbarek, mentre la chitarra di Perciballi si muove tra sonorità acide alla Terje Rypdal e accordi «spaziali» che fanno pensare a certe pagine di Bill Frisell. Questo album notturno si conclude com’era cominciato, in una ideale circolarità: il brano finale May Love è una sorta di sintesi delle varie anime del disco, dove guerra e pace, paura e fiducia, inquietudine e serenità trovano il loro punto di incontro.
Ivo Franchi
DISTRIBUTORE
parmafrontiere.it
FORMAZIONE
Gabriele Fava (sop., ten.), Luca Perciballi (chit., elettr.), Roberto Bonati (cb.).
DATA REGISTRAZIONE
Cernusco Lombardone, 18 e 19-7-24
