JOHN TAYLOR «Tramonto»

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AUTORE

John Taylor

TITOLO DEL DISCO

«Tramonto»

ETICHETTA

ECM

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A dieci anni dall’improvvisa scomparsa di John Taylor la pubblicazione di un concerto inedito serve a tornare su un musicista che, anche per la sua natura, è rimasto un poco in disparte sulla scena maggiore del jazz. L’occasione è anche riascoltare nella dimensione live un trio che ebbe vita breve. Marc Johnson e Joey Baron hanno suonato insieme in un’infinità di occasioni, per esempio al fianco di Enrico Pieranunzi (un gruppo fra i più apprezzati dei decenni recenti). «Tramonto» documenta una tappa del tour che fecero con Taylor e che, per quel che mi risulta, restò l’unico. Nell’aprile successivo i tre sarebbero entrati in sala di registrazione a Oslo per dare vita a «Rosslyn», sempre ECM, uno dei punti più alti toccati dal pianista scomparso dieci anni fa. «Tramonto» si può anche vedere come un momento preparatorio di quel disco, una fase iniziale nella quale i tre musicisti, come suol dirsi, si prendono le misure. Quel che più conta è che Taylor, Johnson e Baron si confrontano cercando di capire fino a dove spingersi e quanto mantenere dell’imprescindibile canone billevansiano: perché non solo il pianista si era sempre mosso a partire da quell’importante riferimento, ma stavolta ha con sé l’ultimo contrabbassista che Evans aveva ingaggiato nel finale della sua carriera. Ma anche se le impronte del maestro sono disseminate in più occasioni, soprattutto nei brani introspettivi (Between Moons e Tramonto), il trio va ben oltre il modello. Taylor, in particolare, carica di aggressività e di asimmetrie la tensione ritmica che Bill Evans sapeva costruire (in Nardis, per esempio). Il brano d’apertura, Pure And Simple, è un’accidentata, frenetica eppure vitalissima e perfino effervescente odissea che passa da una situazione ad un’altra (quasi alla maniera di un videogioco…), a conferma che Taylor era dotato di una potente immaginazione anche in veste di compositore. La qual cosa si ripete, benché in misura minore, nel brano che chiude il disco, Ambleside. Tramonto va in una direzione contraria: viene reso con un’economia di mezzi che aderisce all’essenza lirica del tema, scritto dal compianto Ralph Towner. Between Moons, che con Tramonto verrà ripreso in «Rosslyn», è il momento più evansiano; e nell’intenso rapporto fra Taylor e Johnson si inserisce un maiuscolo Joey Baron con autorevolezza, sensibilità e un filo di sfrontatezza. Resta da dire di Up Too Late di Steve Swallow, divertita scorribanda ritmica lungo i binari dello swing e con abbondanza di block chords; qui si trova l’esempio più evidente dell’intesa che i tre già riuscivano a stabilire.

Giuseppe Piacentino 

DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

John Taylor (p.), Marc Johnson (cb.), Joey Baron (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Birmingham, CBSO Center, gennaio 2002

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