ZSÓFIA BOROS «El último aliento»

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AUTORE Zsófia Boros

TITOLO DEL DISCO

«El ultimo aliento» ETICHETTA ECM
Ha origini magiare, ma un’anima latina. È Zsófia Boros, elegante signora della sei corde: una musicista nata a Praga 43 anni fa da famiglia ungherese, con studi nella Mitteleuropa (senza dimenticare un passaggio in Italia, al Centro Chitarristico Francisco Tárrega di Pordenone) e oggi residente a Vienna. «El último aliento», cioè l’ultimo respiro – titolo dell’emozionante brano del maestro di Buenos Aires Carlos Moscardini inserito a chiusura dell’album – è il terzo capitolo di una ideale trilogia firmata per ECM New Series, divisione «classica» dell’etichetta di Manfred Eicher dalla quale oggi provengono alcuni tra i più interessanti lavori della casa tedesca. «En otra parte», debutto di Boros per la label nel 2013, era in gran parte dedicato al cubano Leo Brouwer. Nel successivo «Local Objects», uscito tre anni dopo, si spaziava tra Brasile e Argentina, Italia e Azerbaigian. Invece qui il focus è sul francese Mathias Duplessy, di cui lei riprende ben sei pezzi degli undici in programma. Non è un caso: il compositore si muove infatti al confine tra musica classica e improvvisazione, colonne sonore e folk di Paesi diversi (in qualità di strumentista ha collaborato sia con la portoghese Bevinda sia con la brasiliana Mônica Passos). A fare da fil rouge una certa attitudine al romanticismo e un gusto armonico dove la letteratura per chitarra di fine Ottocento si mescola al linguaggio contemporaneo. Un mix ideale per Boros, che gioca con delicatezza e sensibilità tra suoni armonici, abbellimenti ed esplosioni ritmiche. Del resto la poetica della musicista è vicina a quella di altri maestri della sei corde acustica che incidono per ECM, dal brasiliano Egberto Gismonti allo statunitense Ralph Towner. Allo strumento classico Zsófia alterna poi il ronroco, cordofono tipico delle aree andine (in Tormenta de Illusion dell’argentino Quique Sinesi), mentre in El Abrazo modifica la chitarra legando un elastico alle corde per «silenziare» il suono con effetti suggestivi. Estrema[1]mente attenta alle atmosfere («Per me i brani musicali sono come luoghi, spazi che visito, in cui entro e dei quali faccio esperienza», ha sottolineato), l’artista ci regala pure un’esemplare rilettura di Milonga, capolavoro di un altro gigante della musica porteña quale Alberto Ginastera. Franchi pubblicata sul numero di luglio 2023 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

Ducale FORMAZIONE
Zsófia Boros (chit., ronroco) DATA REGISTRAZIONE
Lugano, marzo-aprile 2022
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