BENJAMIN LACKNER «Spindrift»

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AUTORE

Benjamin Lackner

TITOLO DEL DISCO

«Spindrift»

ETICHETTA

ECM

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Ci aveva visto bene Brad Mehldau quando si era ritagliato il ruolo di mentore per Benjamin Lackner. Del pianista tedesco-americano – il quale, oltre che con il musicista di Jacksonville, ha studiato pure a fianco di Charlie Haden – avevamo già parlato sulle colonne di Musica Jazz nell’ottobre del 2022: l’occasione era l’uscita di «Last Decade», suo notevole debutto discografico per l’etichetta di Manfred Eicher. Attivo da oltre vent’anni tra la California e New York e poi rientrato a Berlino, Lackner era conosciuto soprattutto, ma non solo, per i progetti in trio. Ora  si ripresenta con il nuovo «Spindrift», dove il quartetto protagonista del disco precedente diventa un quintetto. Ma la formazione, se si esclude il trombettista Mathias Eick, è del tutto rinnovata. Dietro i tamburi al posto di Manu Katché si ascolta il sensibile Matthieu Chazarenc, storico complice del leader, mentre al contrabbasso Jérôme Regard è sostituito dalla sempre impeccabile Linda May Han Oh. A completare la band arriva poi Mark Turner, tra i più intelligenti e raffinati specialisti del sax tenore in circolazione. Ed è proprio lui il valore aggiunto del disco. 

Ancor più che in «Last Decade», Benjamin mette da parte qualsiasi tentazione di narcisismo solistico e sceglie per sé il ruolo di regista e autore, economizzando sugli assoli e privilegiando invece l’aspetto armonico. Sono sue ben nove composizioni del cd – solo la deliziosa Chambary è di Chazarenc – selezionate da un «archivio» di oltre un centinaio di brani. «Scrivevo il pezzo, registravo una versione demo il giorno stesso e poi lo lasciavo riposare per una settimana prima di decidere se era da tenere o meno. Più ci avvicinavamo alla registrazione e più la lista si riduceva. Alla fine mi sono presentato in studio per l’incisione con una ventina di canzoni», spiega. Il risultato è un jazz da meditazione che conquista a poco a poco, ascolto dopo ascolto. Tutto è sussurrato e niente risulta fuori tono. A tenere banco, ben sostenuti dal pianoforte e dalla sezione ritmica, sono i dialoghi e i destini incrociati tra l’ottimo Eick, che sfoggia un timbro caloroso e felpato, e Turner, le cui evoluzioni oblique sposano rigore e fantasia come pochi altri sassofonisti di oggi sono in grado di fare.

Ivo Franchi

DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Mathias Eick (tr.), Mark Turner (ten.), Benjamin Lackner (p.), Linda May Han Oh (cb.), Matthieu Chazarenc (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Pernes-Les-Fontaines, Marzo 2024.

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