Giancarlo Schiaffini / Sergio Armaroli «Deconstructing Monk In Africa»

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AUTORE

Giancarlo Schiaffini / Sergio Armaroli

TITOLO DEL DISCO

«Deconstructing Monk in Africa»

ETICHETTA

Dodicilune


La Dodicilune ha ampiamente documentato il consolidato sodalizio tra Schiaffini e Armaroli. La loro costante dialettica tra improvvisazione e musica contemporanea ha prodotto esiti fecondi nel triennio 2016-2018. Vanno ricordati, nell’ordine, «Micro And More Exercises», «The Biella Session» e «The Out Off Session» (entrambi sotto l’egida di Alvin Curran), «Trigonos» (con Andrea Centazzo) e «TrioPlusTrio». A questi si aggiungano i più recenti «Duos & Trios» (Leo), con il contributo del sassofonista Harri Sjöstrom, e «inTrasparenza» (DaVinci Classics). Ne risulta un corpus tanto variegato quanto appassionante. Affrontare Monk con i presupposti enunciati dal titolo e con una strumentazione desueta poteva rappresentare un rischio non da poco. Schiaffini e Armaroli l’hanno superato andando a ricercare l’essenza di Monk in un contesto eterodosso dove si conduce un’opera di de-costruzione e ricostruzione senza ricorrere ad africanismi di maniera. Il balafon (antenato dello xilofono) e la mbira (il piano a pollici) hanno infatti la funzione – come del resto tutte le altre percussioni africane qui impiegate – di arricchire la gamma timbrica e coloristica. Al tempo stesso, forniscono un contraltare inconsueto a un trombone che, pur tenendo conto delle avanguardie afroamericane ed europee, rivela a tratti ascendenze ellingtoniane e lascia trapelare echi di New Orleans. In un flusso ininterrotto di oltre 58 minuti, ricco di sfumature timbriche e di iterazioni, Monk affiora qua e là sotto forma di allusioni, richiami e frammenti tematici, con il blues come comun denominatore. Blues Five Spot si materializza attraverso frasi scarne, stilizzate di balafon, poi trasposte in una figura ritmica dai water drums. Il trombone con sordina – integrato da inserti elettronici – accenna e poi gira intorno al tema di Straight No Chaser, per poi sviluppare le premesse di Blue Monk in un suggestivo gioco di chiamate e risposte con il talking drum, il tamburo parlante (o tama in lingua wolof). Il balafon esplora la sequenza iterativa di Misterioso in un processo di accelerazione e decelerazione, moltiplicazione e sovrapposizione. In tal modo, in un contesto singolare ma di rara efficacia, il blues funge da ponte ideale tra il jazz e il suo retaggio africano.
Boddi

Pubblicata sul numero di agosto 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Giancarlo Schiaffini (trne, elettr.), Sergio Armaroli (balafon, mbira, perc.).

DATA REGISTRAZIONE

Ronco Biellese, 11 e 12-5-19.