Melody Gardot «Sunset In The Blue»

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Pushbar Conad
AUTORE Melody Gardot

TITOLO DEL DISCO

«Sunset In The Blue» ETICHETTA Decca
Melody Gardot pubblica dischi col contagocce, il che non è un male. Certo, la decisione della cantante del New Jersey dipende dai suoi problemi di salute: dal 2003, a causa di un incidente stradale, convive con il dolore cronico, ha riportato gravi problemi alla colonna vertebrale e alla testa ed è riuscita, almeno in parte, a recuperare i danni subiti alla corteccia cerebrale grazie alla musicoterapia. Ma non è solo questo. La lentezza è una scelta estetica e anche – verrebbe da dire – filosofica, per la cantante. Lo dimostra «Sunset In The Blue», suo quinto progetto in studio (se si escludono i vari ep usciti nel corso del tempo). Dopo l’incursione nel mondo umbratile della black music, tra blues e soul, del precedente e coraggioso «Currency of Man» (2015), Melody si ristabilisce nuovamente negli eleganti territori mainstream che le sono più congeniali. Prodotto come di consueto da Larry Klein, il nuovo album è sulla stessa lunghezza d’onda di «My One And Only Thrill» (2009) e di «The Absence» (2012). Una dozzina di brani, gran parte dei quali scritti dalla vocalist, e un bonus – Little Something con Sting – che, seppur piacevole, non aggiunge nulla al progetto. Il tutto ha un profumo volutamente retrò e il riferimento agli anni Sessanta e ai dischi di Julie London non sono casuali (la cover di Moon River). I raffinati, anche se non originalissimi, arrangiamenti orchestrali di Vince Mendoza e il repertorio tra jazz vocale, pop e bossa nova (con tre pezzi in portoghese, uno dei quali con l’ottimo neo-fadista Zambujo) fanno pensare anche al leggendario incontro tra Sinatra e Jobim datato 1967. La voce della Gardot, con i suoi chiaroscuri, è inappuntabile. Peccato che manchi il brivido. Franchi

DISTRIBUTORE

Universal FORMAZIONE
Melody Gardot (voc.) con: Till Brönner (tr.), Donny McCaslin (ten.), Antoine Chatenet (chit., b.el., tast., batt.), Dominic Miller, Anthony Wilson, Dadi Carvalho, Nando Duarte (chit.), Clément Ducol, Philippe Baden Powell (p.), Larry Klein, Sam Minaie, John Leftwich, Chuck Berghofer (b.), Chuck Staab, Vinnie Colaiuta (batt.), Paulinho Da Costa (perc.), Sting, Antonio Zambujo (voc.), Vince Mendoza (arr.), Royal Philharmonic Orchestra, Cliff Masterson (dir.). DATA REGISTRAZIONE
Los Angeles, Londra, Parigi, 2020.
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