John Medeski «Crawlspace»

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AUTORE John Medeski

TITOLO DEL DISCO

«Crawlspace» ETICHETTA Tzadik
Quando meno te lo aspetti, e con il beneplacito di John Zorn, Medeski tira fuori il suo lato più sporco e cattivo, estroverso ed elettrico, e se ne esce con quaranta minuti di musica nei quali succede davvero di tutto e di più. L’incipit del primo movimento, due in tutto, potrebbe recare il celebre verso dantesco: «Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate». Medeski tortura tastiere e potenziometri – e forse traffica con i pedali del Moog Taurus – per generare nugoli di elettricità destabilizzanti. Siamo alle porte di un mondo pazzoide dove i credenti del groove non sono bene accetti. Sull’altare viene sacrificata quella spinta propulsiva legata al funky, al r&b, al boogaloo, ai ritmi brasiliani e africani cui Medeski ci ha abituato spesso e volentieri in compagnia di Billy Martin e Chris Wood. Il clima è disturbato, poco rassicurante. E la luce rischiara solo a tratti, offuscata o spenta di colpo da improvvisi sbalzi di tensione, grumi e cellule di note stranianti, astrazioni cosmiche e frangenti ossessivi, inserti psichedelici e progressive, virate repentine verso le colonne sonore dei film di John Carpenter o William Friedkin. Più ci si avventura con coraggio nei movimenti, più «Crawlspace» assume le sembianze dell’antagonista diretto di «A Different Time» (2013). Allora Medeski sondava meccaniche e legno di un Gaveau del 1924, oggi invece si sbizzarrisce con tastiere di ogni tipo. Il risultato è di sicuro effetto e segue una felice logica sperimentale. Civelli Pubblicata sul numero di febbraio 2022 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

tzadik.com FORMAZIONE
John Medeski (p., p. el., org., tast.). DATA REGISTRAZIONE
Loc. e data scon.
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