Vorno (Lucca), Tenuta dello Scompiglio
21 marzo
Evento assolutamente fuori da canoni convenzionali, quello presentato all’auditorium dello Scompiglio nell’ambito della rassegna Grandi eventi epocali. Musica come memoria, critica e visione, come sempre organizzata sotto la direzione artistica di Antonio Caggiano. Covid 19, tecniche di sopravvivenza – Proesie, Libro I è un lavoro realizzato dal compositore pisano Francesco Filidei nel 2020, in piena pandemia, come antidoto contro il rischio dell’isolamento e della depressione. I trenta brevi episodi che lo compongono sono basati su degli scritti (brevi, icastici ed esilaranti) ideati da Federico Maria Sardelli per Il Vernacoliere e poi riuniti in una raccolta pubblicata nel 2014. Sardelli, conosciuto in ambito classico come flautista, direttore d’orchestra e grande specialista di Vivaldi, aveva collaborato (come non molti invece sanno) al mensile satirico livornese anche come disegnatore. I versi delle Proesie si basano su gustosi nonsense che trasudano quello spirito e quell’umorismo dissacranti inequivocabilmente livornesi.

Il pubblico convenuto all’auditorium dello Scompiglio si è trovato di fronte a un impianto teatrale costituito da suppellettili, abiti di scena e oggetti vari. Sulla scena due protagonisti: la formidabile soprano francese Jeanne Crousaud, dalla magnetica presenza scenica e dal versatile linguaggio gestuale e corporeo; il musicologo Marco Lenzi, nella veste di stralunato e irresistibile narratore-interlocutore, la cui irresistibile «livornesità» trapelava anche dall’inconfondibile accento. Riprendendo i versi di Sardelli e rispettandone ritmo e metrica, la scrittura di Filidei per voce sola (sessanta minuti in tutto) ha costruito un godibile meccanismo fatto di geometriche articolazioni, divertenti ripetizioni e giochi ritmici cangianti. Nel complesso, un mosaico – o, meglio ancora, un caleidoscopio – basato su un’ampia gamma espressiva e una variegata tavolozza di colori e sfumature espressi al meglio dalla multiforme vocalità di Crousaud.

Grazie all’ingegnosa scrittura di Filidei, la soprano compie un percorso che idealmente abbraccia l’eredità del belcanto (con richiami a Mozart e Rossini) e la congiunge senza soluzione di continuità e senza traumi alle esplorazioni condotte da Cathy Berberian con Berio. Così facendo, Crousaud passa con disinvoltura dalle molteplici modulazioni di un singolo lessema (manipolamelo, in Lungomare) alle assonanze quasi dadaiste di A dorso d’orso; dall’esplorazione di singoli morfemi e fonemi alla produzione di onomatopee; dall’inglese maccheronico e improbabile di Poesia Americana alla strampalata mistura italo-tedesca di Das fröhliche Alphabet. La conclusione dell’impegnativa performance vocale è affidata alle numerose e sfaccettate variazioni sull’Aria della Forforetta, tratta dall’Adriano in Siria di Pergolesi, su libretto di Pietro Metastasio.

Già presentato nel maggio 2025 al Teatro Gerolamo di Milano, Proesie, Libro I è divertimento puro, lungi da facili ammiccamenti o intellettualismi gratuiti da salotto, apprezzato appieno dal pubblico che ha tributato un giusto riconoscimento a Filidei, presente all’evento. Scrittura, musica e vocalità come gioco. Del resto, in francese, inglese e tedesco i verbi corrispondenti al nostro suonare sono jouer, to play e spielen. Giocare, appunto.
Enzo Boddi
Foto di Angelica D’Agliano