AUTORE
Pascale Berthelot
Ha esplorato tanto gli imprevedibili sentieri sonori di John Cage («Music For Piano 4-84 Overlapped», 2018) quanto le partiture misteriche di Morton Feldman (in «Triadic Memories», uscito un anno prima). Mentre in precedenza, cioè nel 2013, aveva affrontato certe pagine «luminose» del nostro Ivan Fedele: «Musica della luce», prezioso doppio album diviso tra cadenze, studi boreali e australi e pubblicato sempre per i tipi della Cuicatl, collana che l’etichetta francese La Buissonne di Gérard de Haro dedica alla musica contemporanea. E ora Pascale Berthelot – che della Cuicatl è anche direttrice artistica e che si (auto)definisce a buon diritto «pianista e libera improvvisatrice» – affronta se stessa e le composizioni da lei ideate in uno psicoanalitico dialogo con il proprio doppio strumentale e poetico. Non a caso, nel libretto di «Saison Secrète» appare una citazione della decima Elegia Duinese di Rainer Maria Rilke: «Che un giorno, uscendo dalla terribile visione, io canti gloria con gioia ad angeli accoglienti / Che nessuno dei netti, martellanti battiti del cuore cada su corde deboli, incerte o sul punto di spezzarsi…». E così le cinque pagine che la pianista affronta nel disco – dalla breve e folgorante miniatura Ciel s’illune, appena centottanta secondi, fino ai ventidue minuti filigranati di Clair éclat de l’M – rappresentano un fascinoso viaggio per piano solo in bilico tra la finezza a volte estenuata della scrittura contemporanea e i rischi impliciti nella pratica dell’improvvisazione, tra la sensitività del tocco classico e la sensualità tutta femminile che la spinge ad avventurarsi in territori inesplorati, emblematici della curiosità e della passione che Berthelot coltiva per le altre discipline e per i diversi linguaggi artistici. Un percorso originale e potente, teso verso l’utopia del vero sentire. Franchi Pubblicata sul numero di giugno 2021 di Musica Jazz
TITOLO DEL DISCO
«Saison Secrète» ETICHETTA La BuissonneHa esplorato tanto gli imprevedibili sentieri sonori di John Cage («Music For Piano 4-84 Overlapped», 2018) quanto le partiture misteriche di Morton Feldman (in «Triadic Memories», uscito un anno prima). Mentre in precedenza, cioè nel 2013, aveva affrontato certe pagine «luminose» del nostro Ivan Fedele: «Musica della luce», prezioso doppio album diviso tra cadenze, studi boreali e australi e pubblicato sempre per i tipi della Cuicatl, collana che l’etichetta francese La Buissonne di Gérard de Haro dedica alla musica contemporanea. E ora Pascale Berthelot – che della Cuicatl è anche direttrice artistica e che si (auto)definisce a buon diritto «pianista e libera improvvisatrice» – affronta se stessa e le composizioni da lei ideate in uno psicoanalitico dialogo con il proprio doppio strumentale e poetico. Non a caso, nel libretto di «Saison Secrète» appare una citazione della decima Elegia Duinese di Rainer Maria Rilke: «Che un giorno, uscendo dalla terribile visione, io canti gloria con gioia ad angeli accoglienti / Che nessuno dei netti, martellanti battiti del cuore cada su corde deboli, incerte o sul punto di spezzarsi…». E così le cinque pagine che la pianista affronta nel disco – dalla breve e folgorante miniatura Ciel s’illune, appena centottanta secondi, fino ai ventidue minuti filigranati di Clair éclat de l’M – rappresentano un fascinoso viaggio per piano solo in bilico tra la finezza a volte estenuata della scrittura contemporanea e i rischi impliciti nella pratica dell’improvvisazione, tra la sensitività del tocco classico e la sensualità tutta femminile che la spinge ad avventurarsi in territori inesplorati, emblematici della curiosità e della passione che Berthelot coltiva per le altre discipline e per i diversi linguaggi artistici. Un percorso originale e potente, teso verso l’utopia del vero sentire. Franchi Pubblicata sul numero di giugno 2021 di Musica Jazz
DISTRIBUTORE
Ducale FORMAZIONE
Pascale Berthelot (p.).
DATA REGISTRAZIONE
Pernes-Les-Fontaines, 29-11-2018.
