Con la direzione artistica di Emanuele Arciuli, il Bari Piano Festival, che dal 23 al 29 agosto 2026 celebra la sua nona edizione, si conferma uno degli appuntamenti culturali più originali e attesi dell’estate pugliese, con un cartellone fatto di ricerca e innovazione, e che punta ancora una volta a riunire a Bari alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena musicale internazionale contemporanea, trasformando la città in un laboratorio diffuso in cui musica, letteratura, arte e riflessione culturale si incontrano e dialogano con gli spazi urbani.
Il pubblico potrà spaziare dalle raffinate sonorità jazz di grandi maestri della scena internazionale come Martin Tingvall (in trio) e Amaro Freitas in piano solo, al giovane e talentuoso jazzista di Lugano Lorenzo De Finti.

Foto di Ela Francone
Ci saranno poi ben tre concerti di musica classica contemporanea: due giovani interpreti come Bruna Di Virgilio, in un recital che propone interessanti compositori e compositrici europei e d’oltreoceano con l’ausilio dell’elettronica, e Paolo Salvi, pluripremiato talento alle prese con un programma di grande virtuosità; e Gloria Cheng, in esclusiva europea, da Los Angeles, pianista vincitrice di un Grammy e che porterà qui da noi un progetto intrigante con pezzi scritti per lei dai maggiori autori americani di musiche da film.
Il concerto finale vede un grande pianista francese, Jean-Efflam Bavouzet, alle prese con un tutto Ravel.
Ad arricchire il programma saranno inoltre le introduzioni dei giornalisti Alceste Ayroldi e Ugo Sbisà, e la presenza dello scrittore Cristò Chiapparino che parlerà della sua passione per il pianoforte; e il convegno nazionale moderato dalla giornalista Fiorella Sassanelli da titolo “Chi ha paura della musica contemporanea?” che vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo musicale, editoriale e accademico italiano, e la residenza artistica dell’artista nativo americano Neal Ambrose-Smith, a conferma della vocazione del festival a costruire ponti tra discipline, culture e forme espressive differenti.
Un festival che abita la città
Ancora una volta il pianoforte esce dai luoghi convenzionali per incontrare il mare, la storia e l’architettura di Bari. Dal lungomare di Pane e Pomodoro al Fortino Sant’Antonio, dalla Corte del Castello Svevo al Foyer del Teatro Petruzzelli, fino al suggestivo Sagrato della Basilica di San Nicola, il festival costruisce un percorso che invita cittadini e visitatori a vivere la musica come esperienza condivisa e accessibile. A questi si aggiunge Spazio 13 che ospiterà la residenza artistica che come ogni anno arricchisce il programma concertistico. Luoghi simbolici della città diventano così scenari di ascolto e scoperta, capaci di accogliere artisti provenienti da diverse parti del mondo e un pubblico sempre più ampio e trasversale.
“Il Bari Piano Festival – ha commentato Paolo Ponzio – continua a costruire un racconto culturale aperto e inclusivo, rappresentando un tassello significativo dell’estate culturale barese: non soltanto un evento dedicato agli appassionati del pianoforte, ma un’occasione aperta a tutta la comunità per vivere la città e il territorio attraverso la cultura e la musica. Il festival, infatti, sarà arricchito da momenti di approfondimento dedicati alla musica contemporanea, offrendo al pubblico strumenti di conoscenza e di riflessione. Essere protagonisti di questa manifestazione significa valorizzare le bellezze del nostro patrimonio materiale attraverso un patrimonio immateriale straordinario, fatto di arte, creatività e talenti provenienti da tutto il mondo. Particolarmente significativo è il convegno nazionale dedicato al ruolo e al significato della musica contemporanea nel nostro tempo, un’occasione preziosa per interrogarsi sul perché essa continui a essere una forma espressiva fondamentale per comprendere il presente”.
“Il Bari Piano Festival 2026 festeggia la sua nona edizione, con una scelta di artisti che conferma la vocazione contemporanea dell’iniziativa – ha spiegato il direttore artistico Emanuele Arciuli -. Ci interessa, infatti, propiziare un contatto felice e intenso fra il pubblico, senza distinzioni di età, e la musica del nostro tempo, con il pianoforte a fare da mezzo di trasporto e di comunicazione. A suggellare la vocazione del festival, un convegno dal titolo “Chi ha paura della musica contemporanea?” che vedrà protagonisti alcuni dei maggiori direttori artistici, editori e compositori della scena attuale, in un confronto che speriamo stimolante per il pubblico. Anche quest’anno il connubio fra arte visiva e musica si concretizza con un artista di levatura internazionale, Neal Ambrose-Smith, che donerà alla città un progetto specificamente pensato per Bari. I luoghi, meravigliosi, sono un valore aggiunto di una festa del pianoforte, della musica e della libertà”.
“Il Castello Svevo di Bari si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più raffinati del Bari Piano Festival nell’ambito della Festa del Mare, una manifestazione che contribuisce a rafforzare il dialogo tra il patrimonio storico della città e le espressioni più significative della cultura contemporanea – ha aggiunto Anita Guarnieri –. In un luogo che da secoli custodisce storie, culture e visioni provenienti da tutto il Mediterraneo, il pianoforte di Gloria Cheng darà vita a un viaggio musicale capace di attraversare confini geografici e linguaggi artistici. La musica contemporanea si farà racconto, incontro e scoperta, tra le mura del Castello che si conferma così uno spazio aperto e capace di valorizzare la propria identità storica attraverso iniziative che ne ampliano la funzione culturale e sociale. Ospitare eventi di questo livello significa rendere il monumento sempre più parte integrante della vita della comunità e della proposta culturale della città, favorendo occasioni di partecipazione, conoscenza e condivisione in un luogo simbolo della storia di Bari”.

Foto di
Steven Haberland
Tra jazz, contemporaneo e nuove visioni del pianoforte
L’edizione 2026 conferma la vocazione internazionale del Bari Piano Festival e la sua capacità di attraversare generi e linguaggi diversi, proponendo un cartellone che unisce grandi interpreti, nuove prospettive della musica contemporanea e protagonisti della scena jazz internazionale. Ad aprire il festival, il 23 agosto (ore 19) a Pane e Pomodoro, sarà il celebre Tingvall Trio, una delle formazioni più apprezzate del jazz europeo contemporaneo. Martin Tingvall (piano), Omar Rodriguez Calvo (contrabbasso) e Jürgen Spiegel (batteria) presenteranno il progetto Pax, in un concerto introdotto da Alceste Ayroldi e Ugo Sbisà.

@ Roberto Cifarelli
Il giorno successivo (24 agosto, ore 19), sempre a Pane e Pomodoro, sarà la volta del pianista brasiliano Amaro Freitas, artista tra i più innovativi della scena internazionale, che porterà a Bari il suo intenso recital Amaro Freitas Piano Solo Y’Y, un viaggio musicale ispirato alle foreste amazzoniche e alle radici culturali del Brasile introdotto da Ugo Sbisà.

Foto di Masiar Pasquali
Il 25 agosto (ore 19), al Fortino Sant’Antonio, il festival proporrà un dialogo tra sperimentazione sonora e letteratura. La pianista Bruna Di Virgilio presenterà un programma per pianoforte e live electronics con musiche di Missy Mazzoli, Kate Moore e David Van Hassel, preceduto da un talk dedicato al rapporto tra musica e letteratura con Cristò Chiapparino.


Foto di Vern Evans
A seguire, il raffinato pianista jazz Lorenzo De Finti, introdotto da Alceste Ayroldi, presenterà il suo Lullabies from an Unknown Time. Il 26 agosto (ore 19.30) nell’Atrio del Castello Svevo, la straordinaria pianista americana Gloria Cheng offrirà uno sguardo originale sulla musica contemporanea con Silver Screen, Blue Notes, programma che attraversa compositori e linguaggi differenti, da Anthony Davis a Gernot Wolfgang, passando per L.M.H. Oh, Juri Jang e James Newton.

L’omaggio a Ravel sul Sagrato di San Nicola chiuderà l’edizione 2026 del Bari Piano Festival il 28 agosto (ore 21.30) con il pianista francese Jean-Efflam Bavouzet, tra i più autorevoli interpreti della scena internazionale. Il recital sarà interamente dedicato a Maurice Ravel, offrendo al pubblico l’occasione di ascoltare uno dei massimi specialisti del compositore francese in uno dei luoghi più iconici e suggestivi della città.
Uno dei momenti centrali dell’edizione 2026 sarà inoltre il convegno “Chi ha paura della musica contemporanea?”, in programma il 27 agosto (inizio ore 16) nel Foyer del Teatro Petruzzelli, seguito (ore 20.30 circa) dal recital del giovane pianista Paolo Salvi, interprete tra i più interessanti della nuova generazione, con un programma dedicato a Ivan Fedele, Thomas Adès, Unsuk Chin e Olivier Messiaen in un concerto dal titolo Virtuosismo trasfigurato. L’incontro al Petruzzelli, moderato dalla giornalista Fiorella Sassanelli, riunirà direttori artistici, musicologi, operatori culturali, editori, giornalisti e protagonisti del panorama musicale nazionale per riflettere sul presente e sul futuro della musica d’arte contemporanea, sul rapporto con il pubblico e sulle nuove strategie di diffusione e valorizzazione del repertorio del nostro tempo. Ci saranno il sindaco di Bari Vito Leccese, l’assessora alla Cultura del Comune di Bari Paola Romano, la consigliera con delega alla promozione socio-culturale e al Turismo per la Città Metropolitana di Bari Francesca Bottalico; il direttore del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari Valter Nicodemi, il Rettore dell’Università degli Studi di Bari Roberto Bellotti, il Sovrintendente Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari Nazzareno Carusi, il pianista e direttore artistico del Bari Piano Festival Emanuele Arciuli, il docente e giornalista di Musica Jazz Alceste Ayroldi, Cecilia Balestra direttrice del Festival Milano Musica, Laura Moro direttrice della Curci Edizioni, Filippo Michelangeli direttore della rivista di musica classica Amadeus, Francesco Antonioni compositore e giornalista di Radio Rai, Paolo Rotili compositore e presidente di Nuova Consonanza Festival, Roberta Pandolfi direttrice di Suono Futuro Festival e Kaveh Daneshmand fondatore del Toret Artists Manag.

Accanto alla programmazione musicale, il Bari Piano Festival rinnova il dialogo con le arti visive attraverso una nuova residenza artistica internazionale. Dal 23 al 29 agosto, l’artista nativo americano Neal Ambrose-Smith svilupperà un progetto originale che accompagnerà l’intera settimana del festival. L’esito della residenza sarà presentato al pubblico il 29 agosto a conclusione di un percorso creativo che intreccia identità, memoria e relazione con il territorio.
