AUTORE
Oscar Peterson
TITOLO DEL DISCO
«Live at Baker’s Keyboard Lounge»
ETICHETTA
Verve
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Più avanti nel numero (maggio 2026), durante l’intervista con Mark Stryker, autore delle eccellenti note di copertina di questo inedito, abbiamo cercato di fare il punto sull’importanza di Peterson nella storia del trio con contrabbasso e batteria, strumento quest’ultimo che il pianista si era risolto a inserire una volta per tutte nel 1959, in seguito alle dimissioni del chitarrista Herb Ellis. Dopo qualche mese – e un disco – con Brown e il poco conosciuto ma funzionale Gene Gammage, Peterson aveva preso a bordo il neanche trentenne figlio d’arte Ed Thigpen. E il giovanotto, scaraventato con ben poco preavviso sui più prestigiosi palchi del circuito internazionale assieme a due ingombranti personaggi quali Peterson e Brown, se la sarebbe cavata alla grande rivelandosi, negli anni, uno strumentista di eccezionale sensibilità, purtroppo quasi sempre trascurato quando si parla dei maestri della batteria jazz.
I 27 brani inclusi in questo triplo vinile, e dei quali non si era mai avuta notizia fino a oggi, consentono di ascoltare in lungo e in largo il trio nel corso di un ingaggio a Detroit durato un paio di settimane. Sulla mancata pubblicazione di questo nastro tutte le ipotesi sono valide, ed è ragionevole credere che molto possa entrarci il graduale disimpegno di Norman Granz dall’attività di produttore discografico, alla vigilia della cessione della Verve alla MGM. Di lì a un anno, il trio avrebbe registrato di nuovo dal vivo, stavolta alla London House di Chicago, ed è probabile che sia stato il trionfale successo di queste ultime date (dalle quali saranno poi tratti ben quattro lp) a spingere nel dimenticatoio il materiale della Baker’s Keyboard Lounge.
Diciamo che per certi versi la scelta è comprensibile: l’anno trascorso tra la gig di Detroit e quella di Chicago fa la sua bella differenza sulla compattezza del gruppo, che qui sta ancora cercando un approccio personalizzato all’interplay (ma il livello è già altissimo). Peterson spadroneggia da capo a fondo, relegando spesso Brown e Thigpen al ruolo di accompagnatori di lusso, anche se ben si capisce quanto i due mordano il freno, cosa che al pianista – leader di straordinaria intelligenza – non poteva certo sfuggire. E questo album ci consente oggi di osservare in dettaglio il cantiere aperto che avrebbe contribuito a formare uno dei grandi trii pianistici del jazz. Non perdetelo.
Luca Conti
DISTRIBUTORE
Universal
FORMAZIONE
Oscar Peterson (p.), Ray Brown (cb.), Ed Thigpen (batt.).
DATA REGISTRAZIONE
Detroit, 19-8-60
