JORDAN WILLIAMS «Playing by Ear»

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AUTORE

Jordan Williams

TITOLO DEL DISCO

«Playing by Ear»

ETICHETTA

Red Records

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Jordan Williams è uno di quei musicisti dei quali si capisce subito che hanno studiato in modo onnivoro. Nato a Filadelfia, ha approfondito fin dall’infanzia la «classica» europea, praticato il gospel, frequentato la scena jazzistica della sua città. E soprattutto ha fatto della storia del piano jazz una materia da sviscerare in ogni sua espressione. Cosicché lo ascolti e ti viene in mente una infinità di riferimenti: Bud Powell, James P. Johnson, Herbie Hancock, Mulgrew Miller, Horace Silver, Kenny Barron, McCoy Tyner, a tratti pure Art Tatum. Il suo lavoro non prevede citazioni artificiose ma fonde tutte quelle fonti d’ispirazione in un unico fiume musicale che restituisce «in purezza» l’anima del pianismo jazz. Anche se qualche volta lo si è visto esibirsi come accompagnatore di Bobby Watson, il ventinovenne Williams sbuca adesso quasi dal nulla per deliziarci con questo suo disco di esordio. Da bravo debuttante ha voluto con sé due musicisti di lungo corso come Nat Reeves e Jeff «Tain» Watts, e ha scelto un repertorio popolato di grandi firme: Hancock, Kirkland, Buster Williams, Silver, Kenny Garrett, Waldron, oltre allo stesso Reeves. Il risultato è una magnificenza, non solo perché – come si diceva – negli assolo di Williams convivono personaggi diversi, ma anche per la fluidità con la quale egli maneggia il vocabolario del jazz pianistico: trilli alla Earl Hines, block chords (dei quali fa un uso abbondante), gli ampi intervalli del bop e quant’altro. Nell’arcano Waltz for Ellis si intrecciano alla perfezione il blues e il gospel. La padronanza che Williams ha dello strumento è assoluta, elegante, e lo si riscontra in tutti i brani. Inoltre, il sostegno dei due ritmi è quanto di meglio si possa trovare in termini di swing. 

In quattro brani si aggiunge al trio Wallace Roney junior, improvvisatore che discende da Fats Navarro ma nel quale si ravvisano le tormentose contorsioni sul registro medio di un Booker Little (One Finger Snap, Peace). Detto questo, «Playing by Ear» si può considerare una tesi di laurea meritevole del massimo di voti. Adesso credo che per Williams ci sia bisogno di una maturazione ulteriore affinché la sua personalità sia definita e arricchita ancora meglio. La strada ideale potrebbe essere la composizione.

Giuseppe Piacentino

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Wallace Roney Jr. (tr.), Jordan Williams (p.), Nat Reeves (cb.), Jeff «Tain» Watts (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Paramus, Aprile 2025

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