Patti Smith aveva già scritto un memoir anni fa, il bellissimo Just Kids, celebrando i suoi anni giovani e l’intima relazione con un grande artista dell’ultimo Novecento, Robert Mapplethorpe. Si era fermata alle soglie del primo album, «Horses», con una scelta che era parsa deliberata; i fan avrebbero desiderato ardentemente mille ricordi di quella New York punk, del primo album, del CBGB’s, del Max’s Kansas City, ma Patti aveva ragionato che addentrandosi in quel bosco avrebbe messo in secondo piano ciò che più le premeva, raccontare la sua formazione spirituale ed emotiva, celebrare l’amore immenso per quel ragazzo con cui aveva spartito sogni enormi di vita e di Arte. Ora un secondo libro, Il pane degli angeli, torna su quelle tracce, con uno sguardo che si estende oltre gli anni Settanta e la «New York New Music» ma ancora una volta non si limita alle cose di rock. Oggi come […]
Patti Smith: Il Pane degli Angeli
Un memoir ricco e appassionato, uno dei più bei libri musicali dell’anno
