Mentre il sole cominciava a tramontare sulla Fortezza Medicea di Siena, il 21 giugno 2026, un folto pubblico composto soprattutto da studenti di Siena Jazz si è riunito per ascoltare uno degli ultimi testimoni viventi di alcuni capitoli fondamentali della storia del jazz moderno. In conversazione con il musicologo Francesco Martinelli, il contrabbassista Reggie Workman ha rievocato la Philadelphia di John Coltrane e McCoy Tyner, ricordato la nascita del Collective Black Artists a New York, condiviso storie poco note su Thelonious Monk, Miles Davis ed Elvin Jones e offerto riflessioni maturate nel corso di una vita intera dedicata alla musica. Coltrane, Philadelphia e il significato della comunità Francesco Martinelli: Nel corso delle nostre conversazioni degli ultimi giorni, il nome di John Coltrane è emerso molte volte. Ciò che mi ha colpito è che ne hai parlato non soltanto come di un grande leader, ma anche come di un mentore e […]
Reggie Workman: «Coltrane faceva parte della comunità»
Una conversazione con Francesco Martinelli a Siena Jazz
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