Una storia da raccontare. Quando un’impresa culturale come la Red Records compie cinquant’anni di ininterrotta attività, ci si trova a rispondere a molte domande per tentare di lasciare qualche spunto di curiosità a chi legge. E chi legge il nostro giornale, diciamolo con serenità, conosce perfettamente questa etichetta, che – viva e vegeta – muove i passi tra un passato sufficientemente distante da poter essere studiato secondo le categorie storiografiche e un futuro che impone un certo rigore di metodo giornalistico. D’altronde, come ha scritto Francesco Brusco in un bel libro sull’industria musicale italiana: «La creatività discografica è collettiva per natura. I vari agenti del processo di registrazione – artista/performer, produttore, musicista, tecnico del suono – partecipano a un tipo di creatività che, attraverso la pratica musicale, è in mutua relazione di interdipendenza con la struttura, il dominio e il campo della produzione discografica» (La voce del padrone, JacaBooks, 2022; […]
La storia della Red Records
In occasione del cinquantesimo anniversario dell’etichetta milanese, fondata da Sergio Veschi e Alberto Alberti e oggi gestita da Marco Pennisi, ripercorriamo la storia di mezzo secolo di jazz all’interno di un movimentato panorama socio-culturale come quello del nostro Paese
