Jack DeJohnette

La recentissima scomparsa del grande batterista ne impone una rivisitazione del ruolo fondamentale da lui giocato nello sviluppo delle musica improvvisata dagli anni Sessanta in poi

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Un dato immediatamente chiaro agli occhi di chi consideri l’attività artistica di Jack DeJohnette è stata la mole di sue collaborazioni con altri musicisti, unita alla copiosa produzione di progetti che lo hanno visto impegnato come leader e compositore. Si può senz’altro affermare che nessun altro batterista nella storia del jazz è riuscito a coniugare in modo così significativo questi due aspetti, non solo sotto il punto di vista della quantità, ma per quanto riguarda la varietà dei linguaggi affrontati. Ciò è senz’altro il risultato di un approccio stilistico e tecnico-strumentale di grande spessore, caratterizzato da massima apertura, curiosità e duttilità. Ma le ragioni si trovano soprattutto nelle scelte del batterista, derivate dagli interessi musicali onnivori, dalla capacità di aderire in modo totale a situazioni differenti e dal desiderio, come vedremo, di raggiungere un bacino di pubblico più ampio. Ma non basta: c’è stata, in DeJohnette, anche la determinazione nel […]

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