Jack DeJohnette

La recentissima scomparsa del grande batterista ne impone una rivisitazione del ruolo fondamentale da lui giocato nello sviluppo delle musica improvvisata dagli anni Sessanta in poi

- Advertisement -
scrivere pushbar

Un dato immediatamente chiaro agli occhi di chi consideri l’attività artistica di Jack DeJohnette è stata la mole di sue collaborazioni con altri musicisti, unita alla copiosa produzione di progetti che lo hanno visto impegnato come leader e compositore. Si può senz’altro affermare che nessun altro batterista nella storia del jazz è riuscito a coniugare in modo così significativo questi due aspetti, non solo sotto il punto di vista della quantità, ma per quanto riguarda la varietà dei linguaggi affrontati. Ciò è senz’altro il risultato di un approccio stilistico e tecnico-strumentale di grande spessore, caratterizzato da massima apertura, curiosità e duttilità. Ma le ragioni si trovano soprattutto nelle scelte del batterista, derivate dagli interessi musicali onnivori, dalla capacità di aderire in modo totale a situazioni differenti e dal desiderio, come vedremo, di raggiungere un bacino di pubblico più ampio. Ma non basta: c’è stata, in DeJohnette, anche la determinazione nel […]

Questo è un contenuto premium! Abbonati!

Se sei già abbonato accedi con la tua user e password!

- Advertisement -
scrivere pushbar

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

Musica Jazz di aprile 2026 è in edicola

Musica Jazz di aprile 2026 è in edicola: protagonista della cover story è Immanuel Wilkins, il CD allegato «The Master Takes» di Thelonious Monk & John Coltrane. 18 recensioni di dischi, poi Mario Caccia e la sua Abeat, Reinaldo Santiago, Miroslav Vitous e Zev Feldman, la seconda parte dello speciale su Miles Davis sull'estate londinese del 1968, un dossier su Gato Barbieri, James Brandon Lewis, Melissa Aldana, Logan Richardson, Antonello Salis, un articolo sulla nuova carriera di solista di Flea, Vitor Araujo e molto altro!

Bergamo Jazz Festival 2026 – Seconda Parte

Venerdì 20 marzo, secondo giorno del Bergamo Jazz Festival 2026, la rassegna entra nel vivo. Il concerto serale è al Teatro Donizetti e il...

L’energia femminile di Marilyn Mazur

Una volta Marilyn Mazur spiegò i criteri con i quali ingaggiava i musicisti. Eccone uno: sceglieva persone che, anziché eseguire la sua musica, potessero...