Fra il 1973 e il 1978 gli Henry Cow deliziarono gli appassionati di nuova musica con una serie di album e spettacoli che costituivano una salutare oasi per chi voleva rifuggire le vanità del Glam, i turgori del Prog, la brutalità del punk, per non parlare di altri fastidi sonori di quei non sempre favolosi Settanta. Venivano da Cambridge, dai fermenti culturali della celebre università, ma la loro musica fu subito salutata come un’appendice alla cosiddetta «scuola di Canterbury», quella ipotetica scena sempre negata dai protagonisti che comprendeva Caravan, Soft Machine, Matching Mole e ruotava intorno a favolosi personaggi come Robert Wyatt, Kevin Ayers, Hugh Hopper e i cugini Sinclair. La geografia non confermava, il gusto sì; c’era nella musica Henry Cow la stessa voglia di scoprire nuove associazioni fra i generi una volta granitici e a quel punto in via di sgretolamento, passaggi segreti fra il rock estremo e […]
Henry Cow (Now)
Il ritorno senza compromessi di una leggendaria band degli anni Settanta
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