Il 2026 è l’anno del centenario di almeno un paio di miti musicali, Miles Davis e Chuck Berry, ma nel frattempo un importante compleanno a cifra tonda è passato quasi sotto silenzio; quello di George Martin, il «quinto Beatle», l’uomo, se ne esiste uno, che nella prossima Divina Commedia potrebbe salvare i discografici dalle fiamme di un girone infernale tutto dedicato a loro. In realtà «discografico» è un termine che va stretto a Sir George, non a caso fatto knight bachelor dalla Regina giusto trent’anni fa, in occasione dei suoi settanta. Per John, Paul, George e Ringo, Martin fu in effetti un membro aggiunto alla formazione, un decisivo appoggio esterno; fondamentale consigliere, produttore nel vero senso della parola, capace di stimolare il talento dei suoi protetti e di colmare il gap fra certe loro fantasiose idee e la realtà. Non solo; tutti lo ricordano per quella memorabile avventura ma George […]
George Martin: il quinto Beatle
Acchiappiamo al volo un centenario passato sotto silenzio: quello di George Martin, il produttore cui si deve una parte non piccola del successo dei Fab Four (e di moltissimi altri)
