Come altre storie del jazz, anche questa parrebbe trovare il proprio incipit in una formula consueta e pigra: «In principio era Miles»; ma la questione è più complessa, legando Davis e Zawinul in un clinch tra vecchi pugili (i due erano fanatici appassionati e praticanti della nobile arte) ove si fa difficile distinguere le reciproche influenze. L’ammirazione di Miles per l’austriaco era genuina – non solo frutto dell’infatuazione per il suono del piano elettrico Wurlitzer – e fondata sulla capacità del pianista di stare all’essenziale, come esecutore, mantenendo raffinate capacità compositive. Davis le sfruttò largamente: nel 1968 incise tre composizioni di Zawinul (Ascent, Directions No. 1 e Directions No. 2); altre seguirono nel 1969 (In A Silent Way, Pharaoh’s Dance, Gemini, Double Image, Orange Lady, Recollections e Take It Or Leave It). Il pianista tuttavia non gradì il trattamento subìto dai propri materiali, in termini di disarticolazione armonica ma non […]
- Advertisement -
- Advertisement -
Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).
Articoli correlati
Festival e Concerti
Egberto Gismonti apre in solo la 63° edizione dello Stresa Festival
report del concerto di Egberto Gismonti a Stresa
Festival e Concerti
Gil Evans Remebered al Lugano Longlake Festival
Dopo la scomparsa di Gil Evans, svariati membri della sua orchestra hanno sviluppato progetti che, quale più quale meno, si basavano su un collegamento...
Magazine
Musica Jazz di aprile 2023 è in edicola
Musica Jazz di aprile 2023 è in edicola: copertina su Kenny Barron, Wayne Shorter, Nina Simone, Sun Ra, Craig Taborn e tanti altri!