Barche, biplani e tastiere, così viaggiava Siegfried Kessler

Anche in un mondo come quello del jazz, che vanta la sua bella dose di personaggi sui generis, l’eccentrico pianista franco-tedesco ha sempre spiccato per stravaganza e per una vita al limite

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Dopo ben quindici scrutini andati a vuoto, il 13 luglio 1978 i parlamentari italiani ci riprovarono e fu la volta buona. Trovato l’accordo, Sandro Pertini venne eletto a Presidente della Repubblica con larghissima maggioranza. A circa millequattrocento chilometri di distanza, quello stesso giorno, due musicisti poco ortodossi, il pianista Siegfried Kessler e il chitarrista Jean-François Pauvros, si recarono nello studio Solaris a Parigi per dare forma a una strana idea: rendere omaggio all’epoca avventurosa dei voli a bordo dei biplani. Loro se la sbrigarono più rapidamente, in soli due giorni. I nove brani definitivi che saltarono fuori dalle sedute vennero agevolmente collocati su i due lati dell’album. Prodotto da Le Chant Du Monde, il disco venne intitolato «Phenix 14» e, sebbene intestato a entrambi, i due nomi in copertina vi evidenziavano una precisa gerarchia, con quello di Kessler predominante in virtù di un corpo tipografico maggiore rispetto a quello del […]

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